Nave ostaggio dei pirati, blitz riuscito: anche un parmigiano tra i rapiti

Massimiliano Sassi, 41 anni di Traversetolo, era uno dei quattro addetti alla sorveglianza rapiti dai pirati al largo delle coste somale insieme ad altri tre italiani e sedici tra ucraini e indiani

Massimililano Sassi

Un messaggio nella bottiglia lasciato cadere da un oblò, proprio come nei racconti dei pirati. E' il ventunesimo secolo, ma nel mare del Corno d'Africa infestato dai moderni bucanieri, l'equipaggio della 'Montecristo' è riuscito così a comunicare la situazione a bordo ed a consentire il blitz delle forze speciali inglesi che ha risolto il sequestro dopo un solo giorno. Ma ci sono ancora due navi italiane da mesi in mano ai fuorilegge somali: la Savina Caylyn (sequestrata il 2 febbraio scorso) e la Rosalia D'Amato (21 aprile). La 'Montecristo' - motonave da 56mila tonnellate della compagnia livornese D'Alesio - era stata assalita da due barchini con 11 pirati armati all'alba di ieri.

A bordo 23 persone: 16 tra ucraini ed indiani e sette italiani, tra i quali i quattro addetti alla sicurezza. Questi ultimi hanno fatto scattare il piano predisposto in caso di attacchi. Imperniato su una contromisura che si è rivelata poi fondamentale per la riuscita del blitz: la cosiddetta 'cittadella', un'area blindata della nave provvista di viveri e dalla quale si poteva guidare il mezzo. Lì si è subito rifugiato l'equipaggio, con il comandante Diego Scussat, che ha diretto il mercantile verso l'area in cui sapeva di poter ricevere aiuto. Per tutta la notte la 'cittadella' ha resistito ai tentativi dei pirati - che avevano reso inservibile ogni strumento di comunicazione - di forzare gli ingressi. Intanto, da un oblò era stato esposto uno striscione e fatto cadere un messaggio in una bottiglia per far sapere che a bordo stavano tutti bene e non erano direttamente minacciati dai banditi.

Si è così messo in moto il meccanismo che ha portato alla liberazione della 'Montecristo'. In zona si trovavano infatti due delle sei navi che fanno parte dell'operazione antipirateria Nato 'Ocean Shield', comandata dall'ammiraglio Gualtiero Mattesi: l'americana 'De Wert' e l'inglese 'Fort Victoria'. Quest'ultima, con a bordo elicotteri ed uomini delle forze speciali, ha comunicato di essere pronta ad intervenire. Prima c'é stato però un colloquio tra il ministro della Difesa Ignazio La Russa ed il suo collega di Londra, Liam Fox. Poi è arrivato il via libera politico dal premier Silvio Berlusconi. Sono entrati quindi in azione gli incursori della Marina inglese. Gommoni, ha spiegato La Russa, "hanno circondato la Montecristo, mentre un elicottero sorvolava l'area. I pirati si sono subito arresi, senza resistenza, alcuni gettando in mare le armi e sono stati arrestati. Ora - ha - aggiunto - ce ne faremo noi carico".

Gli aggressori saranno portati nella serata di domani a bordo della 'Andrea Doria', la nave italiana che coordina Ocean Shield. Da parte sua, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha sottolineato come la decisione di far scattare il blitz sia stata presa dopo aver ricevuto "assolute garanzie che non avrebbe comportato nessun rischio per l'equipaggi". Entrambi i ministri hanno ringraziato Londra per l'aiuto. Resta comunque alto l'allarme-pirati nel Corno d'Africa, come comunicato dalla Nato lo scorso 4 ottobre in un warning in cui si segnalava la ripresa degli attacchi favorita dall'indebolimento dei monsoni. E si invitavano le navi in transito a mettere in atto le "migliori pratiche" per "rendere più difficile la possibilità per i pirati di salire a bordo e prendere il controllo". Esattamente quello che ha fatto l'equipaggio dell'Andrea Doria.

Tra i quattro addetti alla sorveglianza a bordo della 'Montecristo' anche un parmigiano, Massimiliano Sassi, 41enne di Traversetolo. Esperto di meccanica, lavora da diversi anni come formatore della Difesa. Sulla sua bacheca facebook le foto con la figlia e i messaggi di tanti amici che aspettano trepidanti il suo rientro.

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