'Ndrangheta in Emilia, la Lega Nord chiede una Commissione d'inchiesta

Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega in Regione: "Ci auguriamo ora che le cose finalmente cambino e che siano portati alla luce non solo gli intrecci tra politici, industriali, professionisti e ‘ndranghetisti, ma che le forze politiche abbiano il coraggio di fare un passo indietro"

"Promettere e basta non serve a nulla. Serve concretezza, oggi più che mai”. Così Gabriele Delmonte, vicecapogruppo della Lega Nord in consiglio regionale è intervenuto in Aula sul tema delle mafie. “Non è più il momento di aspettare, bisogna passare ai fatti e difendere la nostra gente. Per farlo bisogna fare finalmente chiarezza. Bisogna intervenire, togliere la testa da sotto la sabbia e dare un giro di vite a quella collusione tra mafie e il sistema politico-imprenditoriale che purtroppo esiste anche nei nostri territori”.

“Sono anni che nei Comuni e in Regione – aggiunge Delmonte - abbiamo chiesto controlli e verifiche di quanto stava accadendo. Ci auguriamo ora che le cose finalmente cambino e che siano portati alla luce non solo gli intrecci tra politici, industriali, professionisti e ‘ndranghetisti, ma che le forze politiche abbiano il coraggio di fare un passo indietro e di prendere finalmente le distanze da quei politici che, sembrerebbe, abbiano strani legami con il mondo mafioso che nulla ha a che vedere con la nostra terra e con la nostra gente”. 

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Un chiaro riferimento a Coffrini che, ricorda Delmonte, “ha descritto come ‘una persona educata e composta’ Francesco Grande Aracri, boss condannato in via definitiva per mafia nel 2008, soggetto a regime di sorveglianza speciale e considerato il punto di riferimento dell’ndrangheta in Emilia e che, nonostante questo siede ancora al suo posto”. “Le parole non servono più – conclude spronando la giunta Bonaccini – è il momento dei fatti. Per questo ho preparato un documento per chiedere alla Giunta la creazione di una commissione di inchiesta”.

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