Maxi blitz contro l'Ndrangheta, tre arresti a Parma: c'è anche l'imprenditore Franco Gigliotti

Secondo le indagini dei Ros e del comando dei carabinieri di Catanzaro, coordinate dalla Dda il professionista avrebbe avuto un ruolo di rilievo

Ci sono anche tre parmigiani, tra cui l'imprenditore Franco Gigliotti - che è stato tratto in arresto insieme ad altri due uomini - tra le persone coinvolte nella maxi operazione contro l'Ndrangheta portata avanti dai carabinieri dei Ros e dal comando provinciale di Crotone che si è conclusa con l'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare per 169 persone in Italia e in Germania. Dopo l'inchiesta Aemilia l'incubo, molto reale, delle mafie torna ad aleggiare su Parma e provincia. L'operazione Stige, che prende il nome dal fiume infernale che segna il confine con l'Ade, ha decapitato l'associazione mafiosa che aveva interessi dal mercato del pesce a quello del pane, fini al business della gestione dei migranti. 

Nell'ordinanza di 1.300 pagine si parla dell'imprenditore residente da anni a Parma e originario di Crotone come di una persona che avrebbe avuto un ruolo attivo all'interno della cosca poiché avrebbe assunto, sempre secondo l'accusa, persone che facevano riferimento al sodalizio criminale, nel corso degli ultimi anni. L'imprenditore, che ha diversi interessi nel settore dell'edilizia, aveva investito anche in una società che è main sponsor del Parma Calcio ed ha anche una quota in Parma Partecipazioni Calcistiche.

L'imprenditore, molto noto in città e conosciuto come un facoltoso 50enne, che era domiciliato presso la sua villa di Monticelli Terme, recentemente ristrutturata, aveva acquisito diverse società e alcune partecipazioni societarie. Secondo l'accusa l'imprenditore avrebbe programmato gli investimenti con lo scopo di incrementare il fatturato della cosca Farao-Narincola, della quale avrebbe fatto parte. Elemento di spicco anche per altri esponenti della cosca l'imprenditore è accusato di aver assunto persone che poi si sarebbero dedicate allo spaccio di sostanze stupefacenti. 

L'operazione Stige

Al centro delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, le attività criminali della cosca Farao-Narincola, una delle più potenti cosche calabresi con ramificazioni anche nel nord Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania. Documentata l’infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in Italia sia all’estero, che ha consentito al sodalizio di strutturarsi come una vera e propria holding criminale capace di gestire affari economici per milioni di euro. Tra le persone finite in manette anche tre sindaci della provincia crotonese. Sequestrati beni per una cifra superiore ai 50 milioni di euro

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