Mais ogm, l'Efsa: "Nessuna prova di rischi per la salute umana"

E' quanto si legge nel parere scientifico dell'Autorità europea relativo alla documentazione presentata dall'Italia a sostegno della sua richiesta di divieto di immissione sul mercato del mais MON 810

"Non c'è alcuna prova scientifica specifica, in termini di rischio per la salute umana e animale o per l'ambiente, che avrebbe sostenuto la notifica di una misura di emergenza e che potrebbero invalidare le precedenti valutazioni del rischio del mais MON 810" geneticamente modificato. E' quanto si legge nel parere scientifico, pubblicato su Efsa Journal, dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, relativo alla documentazione presentata dall'Italia a sostegno della sua richiesta di divieto di immissione sul mercato del mais MON 810. "Tutte le preoccupazioni relative alla salute umana e animale o per l'ambiente sollevata da Italia - precisa ancora l'Authority con sede a Parma - sono già state trattate in precedenti pareri scientifici dell'Efsa sul mais MON 810 mentre le altre preoccupazioni riguardano la coesistenza e quindi non rientrano nel mandato dell'Efsa".

"Siamo di fronte all'ennesima smentita di un modo di procedere senza fondamento scientifico e affidato al puro arbitrio" commenta Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, l'Associazione Nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie che fa parte di Federchimica. Secondo l'Autorità Tecnica competente per l'Ue, prosegue il Presidente di Assobiotec, "le misure di emergenza adottate dall'Italia non hanno alcuna giustificazione. Sarebbe ora di cambiare rotta - auspica Sidoli - di ricominciare dalla sperimentazione, interrotta arbitrariamente da più di un decennio, di ridare fiato alla sperimentazione pubblica sulle biotecnologie in agricoltura, di rimuovere gli ostacoli all'innovazione che rendono solo meno competitiva l'agricoltura nazionale e le filiere del made in Italy che da essa dipendono direttamente".

"L'Efsa ha smentito in maniera secca, perentoria e categorica le autorità italiane, così come aveva già fatto per tutte le richieste di clausola di salvaguardia presentate dagli altri paesi europei, commenta il presidente di Futuragra Duilio Campagnolo . "Sfuma così l'ultima carta giocata dalla nostra politica per tentare di porre un freno alle semine legittime di organismi geneticamente migliorati. È l'ennesima sconfitta per le nostre istituzioni, che hanno scelto la strada dell'oscurantismo becero e hanno rifiutato di dare ascolto alla scienza" conclude Campagnolo.

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