omicidio di san polo di torrile

Parliamo anche di "stalking condominiale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il tragico episodio avvenuto a Filomena, uccisa brutalmente da un condomino dove abitava, a San Polo di Torrile, è stato da molti catalogato come “femminicidio”. Il femminicidio è un fenomeno distruttivo. Una radice da estirpare nella nostra società, in tutti i modi possibili. Il femminicidio è perpretato proprio da quelle persone che dovrebbero proteggere, sostenere e amare la vittima e nella maggior parte dei casi i carnefici sono proprio i mariti o i fidanzati. Il femminicidio è la violenza di genere. Un reato di natura “patriarcale”. Nel caso di San polo di Torrile, penso che il terribile episodio di cronaca sarebbe potuto tranquillamente capitare anche ad un uomo e che potrebbe anche essere considerato come “reato di stalking condominiale”; se questo specifico reato fosse normato adeguatamente. Non sono un esperto di legge ma a mio avviso, sI parla sempre troppo poco di “stalking condominiale”. Chi di noi non ha mai avuto diverbi con altri condomini, anche per futili motivi?... Sempre più spesso capita che diverbi costanti e frequenti sfocino in litigi o in cause civili, o peggio in omicidi. Detto questo, non sono a parlare di emergenza “litigi di condominio”; ma avere un condomino “ossessivo e fastidioso” proprio di fianco casa, h24; violento magari, non è una buona cosa. Lo “stalking condominiale” non è un fenomeno da sottovalutare, basti pensare che la cronaca nazionale ha riportato diversi casi di molestie e violenze fisiche tra condomini anche piuttosto gravi, dai quali difficilmente si riesce a porre rimedio, a meno che non si cambi del tutto abitazione. Mi ha lasciato, ad esempio, allibito l’omicidio di Palermo dove un condomino ha brutalmente ucciso il suo vicino per via del fumo del barbecue che “impuzzoliva” il suo balcone. Per punire questo specifico reato non esiste una norma specifica e si fa riferimento all’articolo 612 bis del cod. Pen. Ossia proprio quello introdotto nel 2009 sullo stalking. Così come contemplata però la norma non è sufficiente per un reato che uccide anche e soprattutto psicologicamente. Sicuramente esistono degli esempi di sentenze di cassazione in merito, ma senza una specifica norma, ogni giudizio finale sarà soggettivo del giudice. La sicurezza in casa propria è un diritto inalienabile già traballante (per via della mancanza di una seria legge sulla legittima difesa), da tutelare; e proprio per questo motivo sarebbe davvero il caso che si procedesse o a realizzare una legge ad hoc oppure iad inserire un aggravante alla già vigente legge sullo stalking, per gli stalker condominiali. Per questo motivo faccio appello alle istituzioni affinchè decidano di prendere seriamente a cuore questo argomento, normando il reato di “stalking condominiale”. Nicola Scillitani Coordinatore cittadino AMO COLORNO

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