Omicidio Guarino, la Procura indagava su usura. Non è camorra?

I magistrati di Parma avevano aperto a carico dell'ex ras di Barra un fascicolo per usura. Non si esclude neanche la pista passionale. Dubbi su quella che sembrava un'esecuzione in piena regola ordinata dai clan

Circa un mese prima che Raffaele Guarino, napoletano di 47 anni, venisse ucciso nella notte tra giovedì e venerdì scorsi a Medesano in quello che ha tutte le caratteristiche dell'assassinio di camorra, la Procura di Parma aveva aperto a carico dell'ex 'ras' di Barra un fascicolo per usura. La Procura emiliana - su denuncia di un presunto usurato di origine napoletana ma domiciliato a Medesano - aveva iniziato ad indagare sulle attività illecite del camorrista, che era dovuto fuggire da Napoli a causa della faida innescata nel 2005 tra il suo clan originario, la famiglia Aprea e il clan a cui l'uomo aveva deciso di affiliarsi, i Celeste.

Nel frattempo gli uffici giudiziari parmigiani stanno indagando sull'omicidio del camorrista, scoperto venerdì mattina dalla sua governante. In casa di Guarino era tutto in ordine. Si ipotizza che l'assassino o gli assassini siano entrati dalla porta-finestra posteriore dell'abitazione. Questo perché la porta d'ingresso principale non solo non presentava segni di effrazione, ma sembrerebbe avere una serratura 'difettosa' in considerazione del fatto che una copia delle chiavi d'ingresso era stata consegnata da Guarino ad una sua vicina di casa, la vedova di Salvatore Illuminato, trovato morto nel baule della sua auto alle porte di Bologna nel 2006. La vedova di Illuminato ha consegnato la propria copia agli inquirenti spiegando che, già qualche settimana fa, si era accorta che la chiave non apriva più la serratura.

Per quanto riguarda invece gli accertamenti autoptici, sono stati comunicati alcuni risultati parziali: l'ora della morte è stata collocata intorno alle 5.30 del mattino, la pistola utilizzata per uccidere Guarino è una calibro 7.65, la vittima é stata rinvenuta in una posizione che attesta il fatto che al momento dell'uccisione dormiva. I due colpi sparati alla testa del camorrista non hanno determinato la morte immediata: Guarino sarebbe deceduto per il colpo sparato al collo, che si è conficcato nella spina dorsale. La Procura di Parma è in attesa dei risultati degli esami tossicologici: il sospetto è che Guarino sia stato narcotizzato.

Nell'abitazione sono stati ritrovati 6.000 euro in contanti e orologi di pregio in numero considerevole. "Abbiamo un contatto con la Dda di Bologna - ha spiegato il procuratore della Repubblica, Gerardo Laguardia - ma non c'é certezza che si tratti di un omicidio di camorra". L'altra pista seguita dagli inquirenti è infatti quella dell'omicidio passionale. Guarino, un'ex moglie con la quale ha avuto due figli, e molte storie sentimentali al suo attivo, aveva una vita 'sociale' molto attiva. Per questo non si esclude che la morte possa essere il frutto di una vendetta maturata tra le donne che lo avevano frequentato in passato.

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