Omicidio Guarino, Manco: "Fu deciso dopo la morte del boss Alberto"

Il pentito detto Peppe o' mostro, rivela che dopo l'agguato del 2005 ci fu l'intervento da paciere del boss Giacomo Alberto. Questi però muore il 17 ottobre scorso e dopo due settimane Guarino viene ucciso

Proseguono senza sosta le indagini per l'omicidio di Raffaele Guarino, il 47enne ex ras di Barra ucciso a Medesano il 29 ottobre scorso, freddato con tre colpi di pistola al volto mentre dormiva. Di Guarino aveva parlato il pentito Giuseppe Manco (detto Peppe o' Mostro) che ha raccontato agli inquirenti le modalità dell'agguato del 2005, deciso dagli Aprea contro l'ex ras di Barra. Il tentativo fallì, nonostatnte Guarino fosse stato raggiunto da cinque colpi di pistola all'addome.

Manco racconta anche che successivamente ci fu l'intervento del boss Giacomo Alberto (come riportato da Salvatore Pizzo del Corriere di Aversa e Giugliano) che in qualche modo avrebbe fermato la "condanna a morte" nei confronti di Guarino, il quale aveva deciso di lasciare Napoli e rifugiarsi nel parmense (prima a Torrile e poi a Medesano). Ma il 17 ottobre scorso il boss Giacomo Alberto - arrestato nel febbraio scorso grazie ad un filmato su youtube che lo riprendeva alla "Festa dei Gigli" di Barra - muore in seguito ad una crisi di asma nella sua casa di via Bisignano. Aveva infatti ottenuto la sospensione della pena e il ritorno a casa per gravi motivi di salute.

Morto il boss Alberto, dopo neanche due settimane Guarino viene ucciso. Sarà solo un caso? Il 20 ottobre il clan Aprea viene "decapitato" con un'operazione che porta all'arresto di 16 esponenti della famiglia. In manette anche tre sorelle del boss, tra cui Lena Aprea che nell'agguato a Guarino ebbe un ruolo fondamentale. L'omicidio di Guarino potrebbe essere un messaggio lanciato dal clan che, seppur falcidiato dagli arresti, avrebbe voluto inviare un segno di forza alle famiglie rivali di Barra e quartieri limitrofi?

Le indagini dell'omicidio dell'ex ras di Barra stanno seguendo più piste, tra cui quella passionale e quella legata ad un giro di usura. Ma ci sono anche tanti punti che uniscono questa vicenda alla cosiddetta faida di Scampia che da anni sta insanguinando la periferia orientale della città partenopea.

Foto: il boss Giacomo Alberto

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