Pizzarotti indagato per disastro colposo, Ghiretti: 'Ormai rappresenta solo sè stesso'

NUOVI CONSUMATORI - 

Con riferimento alle notizie afferenti all’indagine che vede coinvolti il sindaco di Parma, dott.Federico Pizzarotti, il

comandante della Municipale dott.Noe’ e quattro dirigenti , per l’ipotesi di reato di Disastro Colposo siamo a comunicare

quanto di seguito.

In data 21.10.2014 veniva depositato da parte dell’Esponente, atto di Esposto- Denuncia per i reati di Disastro Colposo ed

Omissione d’Atti d’Ufficio a seguito dei drammatici fatti inerenti all’alluvione del Baganza.

In particolare l’Ansa batteva una notizia secondo la quale a Parma non era mai stata mai realizzata la cassa del Baganza,

nonostante il 2 aprile 2011 nella Provincia di Parma gli enti locali con l'assessore alla protezione civile della Regione e i

tecnici Aipo firmarono un accordo per realizzare la cassa di espansione del torrente Baganza medesimo.

A disposizione, era scritto nel protocollo, 16 milioni di euro che dovevano arrivare dal Ministero dell'Ambiente, Regione,

Aipo e anche dai comuni interessati, con lavori che dovevano partire nel 2012.

Altro aspetto evidente e’ quanto si legge a pagina 105 della Relazione Commissariale di Ciclosi dell’anno 2011/2012

nella quale viene scritto: e’ stato inoltre avviato procedimento propedeutico alla realizzazione della cassa di espansione

del torrente Baganza con la predisposizione della variante urbanistica al Regolamento Urbanistico Edilizio per il

recepimento del Polo G9 – Cassa Baganza del PIAE (delibera di prossima adozione).

Le questioni su cui fare chiarezza erano anche altre:

1) Chi aveva la responsabilità del ritardo nell'allerta piena?

2) Quali sono state le cause della piena?

3) Se un ruolo decisivo nell'esondazione l'ha avuto l'ostruzione delle arcate dei ponti della Navetta e Nuovo sul Po da

parte di container e baracche presenti nella zona lungo gli argini e le golene, oltre che l'accumulo di tronchi e rami, che

hanno prodotto un effetto diga, chi ha autorizzato questi container e chi non ha provveduto a pulire in modo adeguato gli

alvei?

4) Perchè non è stata realizzata la cassa di espansione del Baganza sebbene ci fosse un protocollo già sottoscritto da tutti

gli Enti coinvolti già nel 2011?

Ma chi doveva prevedere o calcolare la piena?

La rilevazione dei dati idrometeorologici in tempo reale è stata affidata dalla Regione ad Arpa (vedi sito Arpa).

Ma è la stessa Agenzia regionale Protezione civile, così come previsto dalla legge e scritto sul proprio sito (vedi sito

Protezione Civile) ad ascrivere a sè i compiti di previsione delle emergenze: “La previsione consiste nelle attività dirette

allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, alla identificazione dei rischi ed alla

individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi (ex 225/92 art.3, comma 2)”. Un compito è svolto insieme

con Arpa, come riportato da quest'ultima sul proprio sito (leggi sito Arpa ER).

Pizzarotti,poi, aveva dichiarato all’Ansa che non era arrivato il fax della Prefettura, ma che era

stato contattato telefonicamente solo il lunedi stesso, giorno della tragica alluvione.

Peccato per lui che la Prefettura avesse trasmesso al Comune di Parma un’email pec già nella

giornata di sabato 11 ottobre, protocollata dal Comune di Parma lunedì 13 ottobre, come si evince

dall’allegato alla presente.

Nel momento in cui tutte le forze politiche chiedono le dimissioni del sindaco, noi , al contrario,

reiteriamo la richiesta avanzata due settimane fa, rimasta inevasa, allo stesso ed ai suoi

assessori, Ferretti in particolare: pubblichi, come fatto dal sindaco di Livorno Nogarin, il suo

certificato penale ex art 335 cpp.

Questa si sarebbe trasparenza, secondo i dettami del credo a cinque stelle di cui Pizzarotti si e’

sempre professato stretto osservante .
 

GHIRETTI: 'PIZZAROTTI RAPPRESENTA SOLO SE' STESSO' - Dispiace dirlo ma alla fine i nodi vengono come sempre al pettine. Le indagini sull'operato del Sindaco in occasione dell'alluvione che ha colpito la nostra città nell'ottobre del 2014 sono una naturale conseguenza di tutte quelle perplessità che avevo sollevato anche in Consiglio comunale nei giorni immediatamente successivi all'evento.

Troppe le incongruenze, troppi i segnali che indicavano un totale scollamento del Sindaco rispetto a quanto stava avvenendo, con un post su Facebook che proprio mentre il Baganza esondava, alle 18.39, spiegava che “Alle ore 18, la situazione sta migliorando” e “Preoccupa soprattutto il Baganza”. E anche sul fronte della prevenzione suonavano pesanti le raccomandazioni scritte dal commissario Ciclosi nella sua relazione finale in merito alla cassa di espansione sul Baganza, raccomandazioni alle quali questa amministrazione non ha mai dato seguito, almeno fino all'alluvione.

Ma quello che mi ha colpito maggiormente di questa vicenda è stato l'atteggiamento tenuto dal Sindaco nel corso del Consiglio comunale in cui si parlava della vicenda: non un'ammissione di difficoltà, non una valutazione quanto meno dubitativa. Per me e per chi come me chiedeva spiegazioni ci sono state solo parole di scherno e l'accusa incredibile di essere uno sciacallo, accusa poi ripresa anche da qualche fan nei media, specialista nello stare sempre dalla parte del più forte. Per non parlare poi del modo incredibile con il quale questa amministrazione si è appropriata del prezioso lavoro dei volontari nei giorni immediatamente successivi alla tragedia. Una narrazione pretestuosa secondo la quale fare domande al Sindaco equivaleva ad attaccare gli “angeli del fango”. Salvo poi, ovviamente, lasciare completamente soli i cittadini colpiti direttamente dall'alluvione, i quali ancora oggi lamentano una generale amnesia da parte dell'istituzione Comune.

Da oggi la questione si dibatterà in ben altre sedi e speriamo almeno questa volta di ascoltare ragionamenti e spiegazioni ben più complesse di quelle che ci furono proposte allora. Fermo restando che delle indagini da parte della Procura non rappresentano certo una prova di colpevolezza, credo che su questa vicenda Sindaco, Giunta e maggioranza farebbero bene a porsiqualche domanda sulle modalità con cui hanno fin qui amministrato in nome e per conto dei cittadini. E magari il Sindaco potrebbe anche fare una valutazione politica sul perché in quattro anni di lavoro si trovi oggi a rappresentare ormai solo sé stesso i 18 seguaci che ancora lo stanno ad ascoltare in Consiglio comunale.

Nel 2014 la piena del Baganza causo milioni di euro di danni a Parma. Nei giorni successivi scoppiò la polemica sulla corretta gestione del sistema d’allerta – anche noi chiedemmo i chiarimenti del caso -  e la Procura aprì un’indagine. Oggi veniamo a sapere dalla stampa che il sindaco Pizzarotti, il comandante della Polizia municipale Noè e alcuni tecnici sarebbero indagati per disastro colposo proprio in riferimento all’alluvione. Magari con una maggiore attenzione si sarebbero potuti limitare i danni della piena… Non vogliamo entrare nel merito della vicenda e dare giudizi che competono alla Magistratura, ma riteniamo che un sindaco che aveva fatto della trasparenza il suo vessillo (presto riposto in un cassetto) debba spiegare alla città la sua posizione, invece di starsene in Cina come se nulla fosse. Innanzitutto ci dica se ha ricevuto comunicazioni ufficiali dalla Procura. Fermo restando che noi siamo garantisti e che Pizzarotti (come qualsiasi altra persona) è innocente fino al terzo grado di giudizio, vorremmo ricordare al sindaco che quando erano altri ad essere indagati lui ne chiedeva le dimissioni gridando sotto i portici del Comune. Perché oggi non fa la stessa cosa? Ora si lasci lavorare la magistratura in pace e si torni a parlare di Parma e dei suoi problemi: la città ha bisogno di essere amministrata.

Paolo Buzzi, Forza Italia Parma - Francesca Gambarini, Forza Italia Fidenza


Mister Trasparenza-Pizzarotti dalla Cina commenta il voto di Bologna ma nulla ha da dire sulle indagini per l’esondazione del Baganza del 13 ottobre 2014. Dirà che si tratta di un atto dovuto, in effetti dovuto perché non è stato fatto poco o nulla dopo otto (8) fax della Protezione Civile che annunciavano la coda della perturbazione di Genova (8 ottobre). Serviva molto a capire cosa poteva succedere, viste le immagini di Genova? Sono sicuro che chi legge ora ancora ricorda. 

Pizzarotti diceva che il fax non si usa più. Non dice però che si tratta di otto comunicazioni urgenti recapitate via Pec che potevano essere agevolmente “girate” via email. Sorge un dubbio atroce: se il Sindaco non è presente, il sistema d’emergenza non entra in funzione? Non provi il Sindaco a scaricare le responsabilità sui funzionari della Protezione Civile per responsabilità che sono solo ed esclusivamente solo sue. Non si tratta nemmeno del primo giorno dopo le elezioni, erano già passati due anni.

“Ne arrivano tanti di fax così” disse Pizzarotti all’epoca. Il numero di protocollo permette di capire che in un anno erano arrivati solo una quarantina di segnalazioni a copertura di tutta la provincia di Parma. Si trattava quindi di una comunicazione importantissima!
Perché non doveva essere considerata quella segnalazione, anche se arrivata di sabato? 

Il delirio di re Federico dava già i primi segni, evidentemente. Sono intervenuto in Consiglio comunale a dicembre 2014, dove ho portato e letto quei “fax” che sono da considerarsi con particolare attenzione già quando contengono 4 o 6 caselle nere, questi ne contengono 21: altissimo pericolo! Pizzarotti ha detto in Consiglio che si tratta solo di chiacchiere da bar!

Le comunicazioni arrivate al Comune indicano precisamente “Fiume Baganza” e indicano fra gli effetti attesi: “Sono previsti allagamenti di aree golenali con interessamento di abitazioni o attività” e in precedenza: “Sono possibili danni alle opere idrauliche, di difesa e di attraversamento e alle attività antropiche in prossimità dell’alveo”. Fra le azioni da intraprendere: “Si raccomanda la tempestiva evacuazione delle abitazioni e attività”. 
Fra quelle attività c’è un’ospedale, è venuto giù un ponte, ci sono stati circa 100 milioni di euro di danni. Il resto, per fortuna perché non ci sono state vittime, è storia.

Pizzarotti scaricherà le responsabilità su Aipo, Regione, sul Governo e chissà chi altri ma dimentica che seguire i lavori della cassa d’espansione e, soprattutto, attivare lo stato d’emergenza già al primo fax, era un suo preciso dovere a cui non ha tenuto fede. Come a molti altri punti del suo mandato.

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