Coca in cambio di 20 mila per ogni client: presi i pusher della Parma 'bene

Blitz dei poliziotti della Squadra Mobile: due arrestati e due latitanti. Nell'appartamento di un 38enne e un 40enne nigeriani monili d'oro e televisori di ultima generazione:  stroncato un giro di spaccio da decine di migliaia di euro

Erano riusciti a sviluppare, nel corso di circa un anno, una fiorente attività di spaccio di cocaina, rivolta soprattutto ai tantissimi clienti della Parma 'bene', alcuni dei quali clienti molto assidui e fedeli che arrivano a spendere singolarmente, come accertato dalle indagini, oltre 20 mila euro all'anno. Bastava una telefonata ad uno di loro, senza indicare nè il luogo nè la quantità di droga, per ottenere la cocaina, di qualità pregiata. Quattro cittadini nigeriani sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti: A.N.U, 40enne e B.I.I., 38enne sono finiti in carcere mentre gli altri due sono ancora latitanti: i poliziotti dell'Antidroga della Squadra Mobile di Parma li stanno cercando.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno permesso di accertare che i quattro pusher si muovevano tra la città e la prima periferia spacciando la droga praticamente a domicilio, dopo aver preso appuntamento per telefono: i luoghi di ritrovo più frequenti erano la zona di Botteghino, il Campus, lo stadio, oltre alle piazze di Monticelli Terme e San Polo di Torrile. Moltissimi dei loro clienti erano abituali ed affezzionati, anche per la qualità della cocaina spacciata: non serviva nemmeno indicare il luogo ed i grammi di cocaina: i pusher già sapevano dove andare, dopo aver ricevuto la chiamata o un Sms. Secondo l'accusa i quattro, che sono stati pedinati ed intercettati, si sarebbero resi responsabili di centinaia di episodi di spaccio, per un giro di affari illeciti di oltre 50 mila euro.

Dopo aver accerato la responsabilità dei primi due pusher i poliziotti della Squadra Mobile, che hanno condotto le indagini, sono riusciti ad identificare un terzo pusher, che aveva il ruolo di aiutante. Il quarto nigeriano, già noto alla Mobile dopo l'arresto del 2016 per un traffico di sostanze stupefacenti, e raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere era il fornitore all'ingrosso della cocaina. Nel corso della perquisizione nell'abitazione dei due arrestati i poliziotti hanno trovato monili d'oro, un I-Phone 11 ed un televisore a 52 pollici, di ultima generazione. Uno dei consumatori abituali aveva scritto un messaggio ad uno dei pusher, arrabbiato per la scarsa qualità dell'ultimo acquisto di coca: "Prima di andare a letto, una cosa ti giuro sulla tomba di mia madre, tu hai perso un cliente da ventimila euro all'anno come minimo". 

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