Public Money, occhi puntati su Iren. Il Cda: "Siamo parte lesa"

"Esprimendo piena fiducia nell'operato della Magistratura -si legge in una nota- Iren spa ribadisce la propria totale estraneità ai fatti contestat". Delrio e Vena chiedono le dimissioni di Villani e Buzzi

Luigi Villani con Andrea Viero di Iren

Terremoto politico giudiziario a Parma. L'inchiesta Public Money ha coinvolto la politica locale a vari livelli. La sottrazione -secondo le accuse della Procura di Parma - di denaro pubblico a fini privati sarebbe stata verificata dal controllo di versamenti bancari e passaggi di denaro. Dopo le vicende di Green Money la multiutility Iren è stata coinvolta ancora una volta in un grave scandalo giudiziario. In manette l'attuale vicepresidente Luigi Villani, di cui a gran voce erano state chieste le dimissioni, in primo luogo dall'attuale maggioranza in Comune. Dagli elementi forniti dalla Procura si rileva che sarebbero stati distratti fondi da Iren, circa 600 mila euro per finanziare la campagna elettorale di Vignali. In manette anche il presidente di Iren Emilia Angelo Buzzi, editore di Polis Quotidiano.

"Il Consiglio di Amministrazione di IREN SpA -si legge in un nota- ha appreso in data odierna delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Parma, per conto della Procura della Repubblica, che hanno portato all'applicazione di provvedimenti restrittivi nei confronti, tra gli altri, del Vice Presidente di Iren SpA, Luigi Giuseppe Villani, e del Presidente di Iren Emilia SpA, Angelo Buzzi. IREN SpA è già parte civile nei processi scaturiti dall'indagine "Green Money" da cui, come si apprende dalla conferenza stampa tenuta questa mattina dal Procuratore della Repubblica di Parma, discende l'operazione "Public Money" dalla quale emergono circostanze che confermerebbero la condizione di parte lesa dell'Azienda.

"La Società -prosegue la nota- garantirà la massima collaborazione agli organi inquirenti, come avvenuto in occasione di "Green Money" che aveva portato al licenziamento dei due dipendenti all'epoca coinvolti nell'inchiesta. Esprimendo piena fiducia nell'operato della Magistratura, IREN SpA ribadisce la propria totale estraneità ai fatti contestati ai soggetti coinvolti e, ritenendosi parte lesa, ha dato mandato ai propri legali per l'eventuale tutela dei propri interessi e della propria immagine".

VENA: 'DIMISSIONI DI VILLANI'. Chiediamo ai sindaci di Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Torino e Genova di intervenire immediatamente affinché Villani formalizzi le sue dimissioni in pochi giorni" dalla vicepresidenza della multiutility Iren, dopo l'arresto domiciliare di questa mattina. Così Donato Vena, piccolo azionista Iren ed esponente di Rivoluzione civile a Reggio Emilia. Rilevando che l'esercizio dell'opzione put per la vendita della quota Iren in Edipower ad A2A, in cambio delle centrali di Turbigo e Tusciano, è stata deliberata dal Cda di Iren "con l'assenza giustificata di Villani", Vena sottolinea che "sarebbe proprio il colmo continuare a pagargli lo stipendio da vice presidente pur non potendo di fatto partecipare ai consigli. Se questo non avverrà nei prossimi giorni chiediamo all'intero consiglio di Iren di dimettersi in massa, se è l'unico modo per portare alle dimissioni forzate di Villani, anticipando di qualche mese la naturale scadenza degli organi direttivi previsti per metà 2013".

DELRIO: 'AUTOSOSPENSIONE DAGLI INCARICHI'. Ferma restando la presunzione di innocenza dovuta agli indagati, credo sarebbe appezzato da tutti che le persone coinvolte nell'indagine 'Public Money', che ricoprono ruoli apicali in Iren, considerassero di fare un passo indietro, cioé di auto sospendersi dai rispettivi incarichi in Iren, per consentire di fare chiarezza sulle vicende oggetto di indagine in piena serenità". Lo afferma il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci, Graziano Delrio, rappresentante dei soci pubblici emiliani di Iren, dopo aver appreso gli sviluppi odierni dell'indagine della procura della Repubblica di Parma. "Questo - aggiunge Delrio - non suonerebbe come ammissione di colpevolezza, ma sarebbe un atto di attenzione e opportunità nei confronti del gruppo Iren, che opera attraverso risorse prevalentemente pubbliche, su progetti di interesse e utilità pubblici e la cui posizione si configura come quella di parte lesa nelle vicende oggetto di indagine, che hanno coinvolto Parma". "Alla magistratura vanno rispetto e fiducia - conclude Delrio - con l'auspicio che il suo lavoro di accertamento possa far luce fino in fondo".
(ANSA)

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