Minaccia con un coltello e picchia con una spranga di ferro le prostitute: in manette rapinatore seriale 35enne

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura, hanno portato all'identificazione dell'aggressore italiano che ha agito in due occasioni nella zona di via Emilio Lepido

Rapinava le prostitute in strada, le minacciava con un coltello e le picchiava con una spranga di ferro. I poliziotti della Squadra Mobile, in collaborazione con la Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, hanno assicurato alla giustizia un 35enne italiano che, in due occasioni, si è reso protagonista di episodi di violenza ai danni di giovane straniere che si trovavano in strada in via Emilia. Al termine delle indagini l'uomo è stato arrestato a Langhirano e portato nel carcere parmigiano di via Burla. 

Secondo la ricostruzione dell'accusa il giovane, le cui iniziali sono A.S. avrebbe messo in atto due rapine ai danni di altrettante prostitute. Il primo caso si sarebbe verificato nella notte del 30 gennaio 2019 in via Emilio Lepido. Una giovane donna di origine straniera ha denunciato alla polizia di essere stata avvicinata da un'uomo che, fingendosi un cliente, l'ha caricata in auto, dopo aver concordato il prezzo per una prestazione sessuale. Una volta in auto però la donna è stata aggredita dal conducente che l'ha minacciata con un coltello e una forchetta puntata alla pancia, per farsi consegnare i soldi che aveva in tasca: il bottino del rapinatore è stato di 300 euro più due cellulari. 

Dopo il primo episodio i poliziotti decidono di tenere sotto controllo le aree frequentate da prostitute, presupponendo che l'aggressore potesse essere un rapinatore seriale di prostitute. Gli agenti conoscevano, grazie alla prima ragazza rapinata, il tipo di auto, una monovolume grigia e le fattezze fische dell'aggressore, un giovane italiano di origini meridionali. Pochi giorni dopo una seconda prostituta straniera è stata aggredita: in questo caso, oltre alle minacce con il coltello il rapinatore ha anche picchiato la donna con un tubo di ferro mentre cercava di scappare.

Gli accertamenti degli inquierenti al Pra e l'osservazione di un'auto vista il 10 febbraio con caratteristiche simili a quelle descritte, hanno permesso di arrivare all'abitazione di Langhirano in cui risiedeva il 35enne. In particolare una pattuglia dell'Antirapine ha seguito l'auto sospetta, che è entrata nel cortile di un condominio a Langhirano. Poi, grazie ad ulteriori approfondimenti, è stato possibile arrivare alll'identificazione del presunto aggressore. In casa sua c'era uno dei cellulari rubati alla prima vittima. 

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