Rifiuti | Lettera di Pizzarotti a Renzi - Maestri: 'Seguire Parma? Matteo ti prego non farlo'

La lettera del sindaco Pizzarotti al premier Matteo Renzi sta suscitando reazioni nell'opposizione e negli esponenti del Pd. Se la parlamentare Patrizia Maestri ha affidato il suo pensiero ad un breve post su Facebook il neo segretario Serpagli ha indirizzato una lettera a Renzi, proprio sulla lettera di Pizzarotti. 

Rifiuti. La lettera del sindaco Pizzarotti al premier Matteo Renzi sta suscitando reazioni nell'opposizione e negli esponenti del Pd. Se la parlamentare Patrizia Maestri ha affidato il suo pensiero ad un breve post su Facebook il neo segretario Serpagli ha indirizzato una lettera a Renzi, proprio sulla lettera di Pizzarotti. 

IL POST DI PATRIZIA MAESTRI - "Il sindaco di Parma scrive al presidente del consiglio Matteo Renzi per invitarlo a prendere Parma come modello per una esemplare gestione della raccolta rifiuti.....No Matteo ti prego non farlo" 

LA LETTERA DI SERPAGLI - “Caro Matteo, ho letto poco fa la missiva che ti ha indirizzato il sindaco di Parma, nella quale ti suggerisce di prendere la nostra città Capoluogo come modello nazionale per le politiche di gestione dei rifiuti.  Ho deciso di prendere anche io carta e penna per precisarti alcuni passaggi. E’ vero che da queste parti è nato un modello per la gestione virtuosa dei rifiuti diffuso, che sta in tanti Comuni della nostra provincia. Un modello nato, bontà sua, prima dell’avvento dei 5 Stelle a Parma. Certo, in qualità di segretario provinciale del Pd, sono lieto che Pizzarotti abbia sentito la necessità di segnalarti il suo punto di vista, segno che, al netto della propaganda di parte, sa di poter trovare nel Governo a guida il Pd un Esecutivo che ascolta le Comunità locali sui grandi temi di interesse generale. In caso contrario, dovremmo fare i conti con un’operazione promozionale a urne chiuse su un tema che intreccia il famoso inceneritore di Parma che nel 2012 i grillini promisero di chiudere. Una promessa tanto forte quanto disattesa.

Parma è un modello perché trainata da tante realtà che da anni si sono imposte come punti di riferimento per la drastica riduzione dei rifiuti prodotti e per le soluzioni innovative nella loro raccolta. Modelli che, attenzione, sono nati da percorsi partecipativi veri, che hanno costruito coscienza collettiva e informazione, evitando quei cortocircuiti tipici di quando si sostituisce un sistema con un altro dalla sera alla mattina. I cittadini di Parma sanno bene di cosa sto parlando. Provo a farti nomi e cognomi. 

Penso a Fidenza che da anni guida le classifiche dei “Comuni ricicloni” stilata da Legambiente, con dati rigorosi, ufficiali e a consuntivo. Nel 2014, Fidenza si è imposta come il Comune sopra ai 25.000 abitanti con il minor quantitativo di rifiuti indifferenziati, ovvero quelli che devono essere avviati a incenerimento. Una città, Fidenza, che anche Beppe Grillo, conosce bene, avendola portata come esempio di rilevanza nazionale in uno dei suoi tanti spettacoli in quel di Parma, grosso modo nel 2008. Poi, se scorriamo le tabelle, troviamo Felino, nella nostra pedemontana, leader della classifica dei comuni con la miglior raccolta differenziata tra i 5.000 e i 25.000 abitanti. 

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Queste amministrazioni che ti segnalo hanno condotto una campagna per la raccolta in armonia e accordo con i propri cittadini, cosa che a Parma non è avvenuta. Quindi ancora una volta il nostro sindaco vuole spararla grossa per nascondere i problemi che la città sta vivendo. Sarebbe meglio invece che ti segnalasse i problemi veri che la città sta vivendo in un inesorabile degrado che lui non ha saputo invertire, con un’emergenza povertà che non sa gestire, con un declino di cui per ora non stiamo vedendo la fine. Insomma, caro Matteo, ti invito a venire ancora a Parma, così da segretario a segretario ti potrò segnalare come in provincia abbiamo ottimi esempi dalla raccolta rifiuti alle attività produttive e come in città non sanno raccoglierli.

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