Carne di cavallo, Confesercenti: "A Parma nessuna emergenza"

Dopo le notizie dei giorni scorsi e il ritiro dal commercio di alcuni prodotti Nestlè Fiesa Parma interviene per rassicurare i consumatori: "Le macellerie equine di Parma e Provincia sono un eccellenza"

Scandalo della carne di cavallo. Dopo le notizie dei giorni scorsi sulla presenza di carne di cavallo in alcuni prodotti alimentari oggi Nestlè ha annunciato oggi che ritirerà dal commercio in Italia e Spagna Carne di cavallo in ravioli e tortellini: Nestlé ritira dall'Italia prodotti Buitoni
„Carne di cavallo in ravioli e tortellini: Nestlé ritira dall'Italia prodotti Buitoni
i "Ravioli al brasato" e "I tortellini di carne" Buitoni, dopo che i test hanno rilevato tracce di dna di carne di cavallo pari all'1%.
Fiesa Confesercenti di Parma interviene sulla questione rassicurando i concumatori parmigiani.

"Carne di Cavallo: Nessuna emergenza a Parma", lo sottolineano il Coordinatore Fiesa Confesercenti Parma Ernesto Monteverdi e il Presidente Fabio Ferraroni; nessuna preoccupazione sul nostro territorio. Le macellerie equine di Parma e Provincia sono un eccellenza che oltre a garantire un prodotto di qualità superiore riconosciuto da tutti gli esperti nutrizionisti, garantiscono anche una stretta sorveglianza alimentare attraverso rigorosi controlli sanitari e anche attraverso il disciplinare di autocontrollo dell'Associazione per la tutela del Cavallo pesto di Parma, garantendo di fatto maggior tutela al consumatore. Corretto l’invito di Assomacellai Fiesa ad un operazione di chiarezza e trasparenza su etichettatura e informazione".

"Sta citando scalpore -si legge in una nota di Assomacellai- e allarme la recente vicenda della carne equina in hamburger ed altri preparati alimentari. E, come sempre accade in simili circostanze, si fa molta confusione e si dicono molte inesattezze, alla ricerca spasmodica del nuovo scandalo. Ferma la condanna e l’invito alle Autorità competenti ad operare con severità per il rispetto delle norme in materia di etichettature, sull’intera materia Assomacellai Fiesa ritiene che sia necessaria un’operazione di chiarezza e trasparenza".

"La questione denunciata dai media riguarda la violazione delle norme di etichettatura (Art. 5 Legge 109/1992) e l’informazione al consumatore, prefigurando la frode in commercio operata da grandi marchi dell’industria alimentare, ma non riguarda la salubrità o la sicurezza alimentare dei prodotti alimentari e tanto meno di quelli equini. Il rischio evidente è che si passi dalla denuncia di violazione del principio di corretta informazione dei consumatori che hanno il diritto di conoscere ciò che acquistano, alla sicurezza della carne equina che non è messa in discussione. Episodi come quelli denunciati richiedono la massima sorveglianza delle Autorità competenti e la più rigorosa applicazione della Legge, perché sono gravemente lesivi degli interessi di un settore importante della nostra economia e di un prodotto sano e richiesto in molte diete alimentari".

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