Si barrica nella cella e tenta di incendiarla: detenuto marocchino manda otto poliziotti in ospedale 

L'episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì 3 febbraio: l'uomo si sarebbe scagliato con violenza contro gli agenti della Penitenziaria, uno di loro sarebbe grave

Paura nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 3 febbraio, per l'azione di un detenuto marocchino all'interno del carcere di via Burla a Parma. L'uomo, che si trova nel reparto di Media Sicurezza, avrebbe prima tentato di barricare la sua cella - per impedire agli agenti della Penitenziaria di entrare - e poi avrebbe cercato di dare fuoco ad alcuni oggetti presenti all'interno della camera. In pochi attimi i poliziotti sono intervenuti per cercare di ristabilire l'ordine: come prima cosa hanno cercato di rimuovere gli oggetti posizionati dal detenuto.

In questa fase il marocchino avrebbe colpito violentemente alcuni agenti. In un secondo momento, mentre veniva trasportato nel reparto riservato all'isolamento, il detenuto avrebbe continuato ad offendere verbalmente e ad aggredire fisicamente i poliziotti. Otto agenti sono finiti al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore di Parma in seguito ai colpi presi dal marocchino. Secondo le prime informazioni uno dei feriti sarebbe grave ed avrebbe riportato un trauma cranico. 

"Ormai è un bollettino di guerra -dichiara il sindacato di polizia penitenziaria Osapp - un episodio gravissimo che si aggiunge alle aggressione subite dal personale di Polizia Penitenziaria nei mesi scorsi. Si ripropongono le problematiche segnalate dalla scrivente sigla sindacale in materia di gestione di talune tipologie di detenuti, sui mancati trasferimenti dei detenuti facinorosi che si sono resi responsabili di aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria, da parte del Provveditorato Regionale e desta grandi preoccupazioni l’inerzia dell’Amministrazione Centrale (DAP) che soltanto con dichiarazioni sommarie vorrebbe affrontare l’annosa questione delle aggressioni e degli eventi critici nelle carceri Italiane ai danni della Polizia Penitenziaria. Ma ormai sono conosciute le priorità delle Autorità Politiche, tutte, tranne la Polizia Penitenziaria, che nella sua quotidiana e silenziosa battaglia è costretta a svolgere, con una cronica carenza di uomini e mezzi, i propri compiti istituzionali.

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