Spaccio, Casa: "Grave lacuna legislativa, presto nuove telecamere ma no alle ronde"

Intervista all'assessore alla Sicurezza dopo l'omicidio di via Gobetti: "La Municipale? Presidia il territorio compatibilmente con le risorse disponibili, mancano 40 Vigili. Intervenire sui consumatori con sanzioni più severe"

Dopo l'omicidio di via Gobetti la questione sicurezza, soprattutto nel quartiere San Leonardo, è tornata all'ordine del giorno. Il tema dello spaccio di sostanze stupefacenti e della presenza dei pusher in strada è al centro della polemica politica. Cosa può fare il Comune di Parma contro lo spaccio? Lo abbiamo chiesto all'assessore alla Sicurezza Cristiano Casa. 

Sicurezza in San Leonardo: come e con che strumenti il Comune di Parma sta intervenendo? 

"Il Comune sta intervendo nell'ambito del protocollo sottoscritto in ambito del Comitato per l'ordine e sicurezza: è stato infatti sottoscritto un patto per la sicurezza all'interno del quale ci sono tutti i ruoli e le competenze di ogni Ente. In questo ambito c'è quello che può fare il Comune: l'investimento  per le telecamere, stiamo sviluppando il tema del controllo del vicinato, l'infortunistica stradale -ci è stato chiesto si lavorare di più sul controllo degli incidenti perchè così si liberano da questi impegni Carabinieri e Polizia di Stato- la Municiplae si occupa di far rispettare il regolamento di polizia urbana e interviene congiuntamente alle altre forze dellì'ordine su spaccio e sfruttamento della prostituzione. In più fa un'attività di presidio del territorio, compatibilmente con le risorse, considerando che mancano una quarantina di Vigili Urbani. I vigili di quartiere in alcune zone come in San Leonardo funzionano come deterrente al fenomeno dello spacccio: è un'attività di osservazione e non di intervento. Se la Municipale dovesse occuparsi di spaccio rischierebbe anche di rovinare indagini che stanno portando avanti le forze dell'ordine. Il progetto sulla videosorveglianza prevede l'introduzione di nuove telecamere, la sostituzione di quelle obsolete e lo spostamento di altre telecamere. Abbiamo previsto l'installazione di telecamere a lettura targa nei varchi per il centro storico e agli ingressi della città, in San Leonardo verranno messe altre telecamere, così anche in via Savani".

San Leonardo, un quartiere che secondo molti cittadini è stato abbandonato a se stesso, perché secondo lei i cittadini pensano cosi?

"Il problema principale è che nel quartiere San Leonardo, dove vado spesso perchè ci abitano i miei genitori, ci sono queste persone agli angoli delle strade la cui presenza disturba: tutti sanno che spacciano. Il problema è che non ci sono delle leggi adeguate: ogni giorno gli spacciatori vengono arrestati e poi sono di nuovo liberi. Non cado nella polemica politica rispetto al tema se il problema fosse presente anche ai tempi delle giunte passate: la questione è che alla gente dan fastidio queste persone che spacciano: del resto molti vanno ad acquistare droga. Il Governo deve fare quello che è nelle sue competenze, dal punto di vista delle leggi siamo a zero. Se la legge italiana consente al pusher di spacciare, nel senso che è libero dopo poco che è stato fermato, lui lo fa all'infinito. C'è una grave lacuna dal punto di vista legislativo". 

Come si risolve o si attenua secondo lei il problema dello spaccio di droga,  considerando anche che tra i clienti ci sono molti parmigiani che ne fanno un uso periodico?

"Se c'è la domanda aumenta anche l'offerta. Su questo si stan portando avanti dei percorsi informare sulla gravità del consumo di droga, un'altra strada è di intervenire con forme di presidio del territorio: per esempio la Municipale controlla gli acquirenti. Questo è un altro modo per cercare di colpite il fenomeno, se una persona viene fermata con la droga scatta la segnalazione alle Prefettura. E' evidente che se la segnalazione alla Prefettura avesse delle conseguenze un pò più pesanti ciò funzionerebbe da disincentivo all'acquisto. Per esempio a chi viene sorpreso con la sostanza stupefacente si potrebbero togliere tutti i benefici dei servizi sanitari nazionali gratuiti". 

Come valuta le iniziative dei cittadini che si oppongono allo spaccio sotto casa come avviene in alcuni quartieri ?

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"Noi stiamo attivando, parlando anche con i cittadini volontari, il percorso del controllo del vicinato, nell'ambito del Comitato per la sicurezza, cioè il fatto che i cittadini si organizzino per fare segnalazioni e  creare un rapporto diretto con le forze dell'ordine. Se mi chiede se sono favorevole alle ronde, dico no perchè non fanno parte delle azioni che si possono mettere in atto, nell'ambito del patto per la Sicurezza. I controlli di vicinato invece sono controlli passivi che non prevedobo nessun rischio per i cittadini". 
 

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