Stranieri, oltre 55mila in provincia di Parma: 12,5% della popolazione

Secondo le previsioni demografiche della Regione Emilia-Romagna, nel 2021 saranno presenti sul territorio parmense quasi 90mila stranieri, che rappresenteranno più del 18% della popolazione totale residente

Oltre 55mila. Per la precisione, 55.069. Sono gli stranieri residenti in provincia di Parma al 1° gennaio 2011: il 12,5% della popolazione complessiva, con un aumento del 9,8% in un anno (4.922 persone in più). Se si pensa che al primo gennaio 2001 gli stranieri rappresentavano appena il 3,7% dell’intera popolazione provinciale ci si rende conto del balzo enorme compiuto in questi anni dagli immigrati. Un balzo non destinato ad esaurirsi: gettando infatti uno sguardo sul prossimo decennio, le previsioni demografiche realizzate dalla Regione Emilia-Romagna ci dicono che nel 2021 saranno presenti sul territorio parmense quasi 90.000 stranieri, che rappresenteranno più del 18% della popolazione totale residente.

Crescono gli stranieri e crescono le donne straniere, che per il terzo anno superano la componente maschile con un significativo 51,4%. E cambia il podio delle cittadinanze: per la prima volta infatti al primo posto si trovano i moldavi, che hanno soffiato il primato agli albanesi. Albanesi secondi seguiti dai rumeni, e le tre cittadinanze insieme rappresentano da sole il 34,4% di tutta la popolazione straniera.
Nel mercato del lavoro, al 30 settembre 2010, la ripresa in atto ha fatto registrare una discreta dinamicità della componente straniera. Basti pensare che gli avviamenti al lavoro riferiti ai lavoratori stranieri, nel terzo trimestre 2010, sono cresciuti tendenzialmente del 38,6% e congiunturalmente del 9,1%, contro una variazione tendenziale, riferita al complesso dei lavoratori italiani e stranieri, del 21,4%, e congiunturale del 4,1%. Questa dinamicità ha fatto sì che da ottobre 2009 a settembre 2010 si siano creati in provincia di Parma 1.409 posti di lavoro alle dipendenze per i lavoratori stranieri, proprio nei settori che stanno trainando la ripresa a livello locale localmente. A questo si aggiunge per gli stranieri un tasso di disoccupazione nettamente inferiore al livello medio nazionale.

Cristina Bazzini, presidente del gruppo cooperativo Colser – Auroradomus, un gruppo nel quale una buona percentuale di lavoratori è immigrata: "Nel Parmense su 2.300 persone 35% sono stranieri. Non è che, come a volte si sente dire, gli stranieri rubino il lavoro agli italiani: per noi il problema è che se non li abbiamo rinunciamo a fare il nostro mestiere".

Oscar Mbengue Ousseynou, imprenditore, presidente della Comunità senegalese di Parma e membro della Consulta regionale per l’integrazione: “Sono arrivato a Parma 19 anni fa e sono sempre rimasto qui. Ho fatto a lungo l’operaio, poi sono entrato nel settore dei salumifici e ho messo in piedi un’azienda che si occupa di tutta la filiera, dalla macellazione al prodotto finito e confezionato. L’integrazione? Per me l’integrazione c’è: prima non sarebbe forse stato facile fare un’impresa, oggi noi l’abbiamo fatto. Paghiamo le tasse, abbiamo orari flessibili, siamo disponibili a lavorare, e a fare lavori anche pesanti”, ha detto, aggiungendo poi: “Guardando ai numeri, però, non posso non fare una considerazione. Non ha senso che un ragazzo di diciott’anni nato qui debba chiedere la cittadinanza e non avere certezza che gli sia assegnata. Un ragazzo nato qui si sente italiano e deve esserlo a tutti gli effetti. Questa è una battaglia importante, per cui è necessario spendersi a tutti i livelli”.

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