Teatro dei dialetti, l'Arci: "Spesa inutile e senza progetto"

Dopo l'annuncio del sindaco per il termine dei lavori a dicembre il Comitato Provinciale di Parma si scaglia contro la realizzazione dell'opera: "Sei milioni di euro sperperati"

Teatro

Nuove polemiche coinvolgono le politiche dell'Amministrazione Comunale, in questo caso quelle culturali, sviluppate fino a poco tempo fa dall'Assessore alla Cultura Luca Sommi, poi dimessosi in seguito allo scandalo delle presunte tangenti che ha coinvolto alcuni funzionari del Comune. Pochi giorni fa il sindaco Pietro Vignali e l'Assessore ai Lavori Pubblici Giorgio Aiello avevano annunciato il completamento dei lavori entro la fine dell'anno del Teatro dei dialetti in viale Mentana, una struttura da 600 posti pensata per ospitare spettacoli orientati alla cultura popolare. Il costo dell'opera sarà di 6 milioni di euro.

Secondo il sindaco Vignali "una struttura di grande pregio, che va ad arricchire la dotazione dei contenitori culturali presenti in città”. Il Comitato provinciale dell'Arci di Parma, contrario al progetto, ha diffuso una nota dove denucia l'aumento dei costi di realizzazione e le modalità di intervento: "Soldi spesi inutilmente senza alcun progetto culturale".

"Dopo oltre tre anni di ritardi e il quasi raddoppio dei costi di realizzazione -si legge nella nota- arrivanno all'assurda e incredibile cifra di oltre sei milioni di euro. Ma tale intervento, che il precedente e poi dimessosi Ass.re Sommi aveva almeno il buon senso di chiamare "Teatro di cultura popolare" evitando il provinciale e scarso "teatro dei dialetti", porta con sè la ben più grave mancanza di un progetto culturale vero, di una idea gestionale che vada oltre il titolo". 

"Oggi sappiamo bene- prosegue l'Arci- che le poche, peraltro apprezzabili s'intenda, compagnie dialettali, rappresentano una realtà che ben difficilmente può pensare di mantenere un teatro del genere con risorse proprie. Leggiamo dalla stampa di improbabili 'spettacoli scenici' e cinematografici, di balletti (!?!) e conferenze. Tali idee strampalate dimostrano la totale assenza di un barlume di idee di cosa significa oggi fare cultura, e soprattutto di cosa significa il mantenimento dei costi e delle strutture. Il "Teatro dei Dialetti" per funzionare richiede che il Comune preveda ed eroghi ingenti risorse che oggi in tempo di tagli imminenti è poco più che fantasia o follia. Ci auguriamo sin d'ora che chi avrà in mano le sorti del governo locale nel 2012 avrà il buon senso di non sperperare ulteriori risorse pubbliche in progetti che non stanno in piedi".

LA REPLICA DEGLI ASSESSORI AIELLO E MARINI

 

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