Regio, Pellacini e Libè diffidano Pizzarotti. "Modifiche sottobanco"

L'Udc attacca la gestione a 5 Stelle del Teatro Regio: "Modifiche rese note in modo non trasparente". A Fontana 140 mila euro all'anno e una carta di credito della Fondazione?

Pellacini, Libè

Tanti i perchè a cui il sindaco Pizzarotti dovrà dare risposta secondo quanto sottolineato oggi da una conferenza stampa indetta dall'Udc per raccontare quelli che sono stati definiti retroscena significativi sulla questione Teatro Regio. Prima tra tutti la mancata trasparenza, a detta del consigliere Pellacini, sull'azione portata avanti rispetto a quanto annunciato in campagna elettorale. Tra le risposte attese quella relativa al mancato coinvolgimento degli altri soci della fondazione con la richiesta a quelli rimasti, Camera di Commercio e Fondazione Monte, di recedere con effetto immediato dalla Fondazione.

STATUTO. Tra le questioni calde quella relativa alle modifiche allo statuto, riguardo alle quali, ha sottolineato Pellacini, il sindaco il 20 settembre scorso ha riferito in maniera non dettagliata, presentando in consiglio comunale una delibera di presa d'atto per "evitare la discussione sulle modifiche di fatto già approvate dal Cda". Del giorno seguente l'entrata in vigore del nuovo statuto della Fondazione "mentre il sindaco – sottolinea Pellacini – al Consiglio Comunale raccontava qualcosa di diverso: modifica di sottobanco, quasi a voler nascondere qualcosa. Ciò quando il commissario prefettizio aveva appena modificato lo statuto adeguandolo alla normativa specifica di settore". Modifiche significative che secondo quanto sottolineato nel corso della conferenza stampa avrebbero stravolto letteralmente l'impostazione degli assetti della fondazione impedendo una discussione in consiglio comunale.

'CONFLITTO DI INTERESSI'. Tra i punti contestati quello relativo alla assegnazione al Cda, secondo lo statuto, di competenze che un organo collegiale non potrebbe avere come la tenuta dei libri contabili. Un chiaro conflitto di interessi quello prefigurato dalle competenze assegnate al Cda a detta di Pellacini che sottolinea in particolar modo la possibilità di predisposizione e approvazione del bilancio "da soli e senza alcun tipo di controllo, se la fanno e se la cantano da soli, esautorando l'assemblea dei soci dall'approvazione del bilancio, che adesso può essere solo percepito e non approvato e può solo esprimere pareri non vincolanti sia sul bilancio preventivo che sulle modifiche allo statuto e su qualsiasi argomento proposto dal Cda". Questo spiegherebbe secondo Pellacini il perchè dell'uscita dei vecchi soci. Si tratterebbe di competenze assegnate al Cda per impedire una coincidenza di compiti tra il direttore generale e quelli del sovrintendente, per il quale era stata bandita selezione pubblica. Un contratto, quello del direttore generale e dei suoi collaboratori, che può durare sino a un anno dopo rispetto a quello del cda che li ha nominato, un vincolo anche per la successiva amministrazione, ha sottolineato Pellacini.

Modalità d'azione che cozzerebbero con i principi di trasparenza della campagna elettorale, il pensiero dei rappresentanti Udc che puntano il dito in particolar modo sul metodo con il quale nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione lirica sia stata addossata alla Fondazione Cariparma la responsabilità di default eventuali del Regio. Tra i punti spinosi quello relativo al bando di selezione del sovrintendente della Fondazione Teatro Regio che il commissario Ciclosi bandì nel marzo 2011, con la presentazione di 40 curricula e la decisione di stabilire come termine di consegna il giugno seguente. Del bando non si è saputo più nulla, tuona Pellacini: "E' stato dichiarato che le buste sono state aperte, dove è il verbale delle operazioni? Il bando è stato annullato? Con quale motivazione?".

UNA CARTA DI CREDITO A FONTANA?. La nomina dell'amministratore esecutivo non è avvenuta tramite selezione, probabilmente per mancanza di requisiti, afferma Pellacini in riferimento al licenziamento dal Teatro alla Scala. 140 mila euro lordi quanto percepito all'anno dall'amministratore, "Il sindaco non ci ha detto però che il teatro gli paga la casa in un residence, tutti i viaggi da Parma alla sua residenza e gli riconosce un'ulteriore indennità per tutte le trasferte superiori alle 12 ore. Oltre a una carta di credito della Fondazione della quale chiediamo in queste sede gli estratti conto". Tra le polemiche quella relativa al contratto di 9 mesi che però permette all'amministratore di nominare per 5 anni un direttore artistico in merito al quale lo stipendio versato dal teatro è di 100 mila euro l'anno, importo versato con fattura come collaborazione a causa della presenza di un altro incarico come docente di ruolo, oltre all'incarico di direttore artistico della società del quartetto di Milano .

'PROBLEMA DI TRASPARENZA'. "Stiamo pagando un direttore artistico che da contratto non ha nessun tipo di responsabilità civile", sottolinea Pellacini, che rimarca il fatto che al direttore artistico sia anche riconosciuto un rimborso per le trasferte superiori alle 12 ore. Altro conflitto di interessi rimarcato quello relativo alla collaborazione amministrativa del segretario della Fondazione Toscanini con teatro, fondazione che fornisce anche i servizi per il teatro. Un problema di trasparenza quello che l'Udc solleva anche in merito ai riepilogativi presentati in Commissione, mancherebbero quelli relativi ad esempio ai costi delle stagioni estive in piazzale della Pace a detta di Pellacini che rimarca l'occasione mancata di visibilità gratuita offerta da Mediaset relativamente al Festival 2012. In ultimo la questione dell'Orchestra Teatro Regio, che senza preavviso il 28 luglio scorso ha appreso in conferenza stampa di essere stata sostituita dalla Filarmonica Toscanini. Chi ha assunto tale decisione senza organo collegiale deliberante? Tuona Pellacini che rimarca come il tema economico sia usato per motivare scelte senza però rendere noti i preventivi che potrebbero confermarle.

Tra le questioni avanzate quella relativa alle procedure per la scelta della Filarmonica Toscanini e la Giuseppe Verdi di Milano: "E' vero che il Teatro e la Fondazione Toscanini sono in procinto di sottoscrivere una convenzione che individua nell'Orchestra Toscanini quella di riferimento? Chi si farà carico delle spese che potrebbero derivare dai contenziosi con l'Orchestra Teatro Rrgio?". L'Udc si chiede anche perchè sia stata bandita una selezione per la copertura della stagione lirica per 25 giorni di lavoro, "con i costi che questa comporta, quando era possibile utilizzare i musicisti che da oltre 12 anni lavorano per il teatro".

LA DIFFIDA. Un'operazione di facciata, a detta dell'Udc, anche quella della nascita della Nuova Filarmonica del Teatro Regio di Parma, vista come un escamotage per sovrapporsi all'Orchestra Teatro Regio, che secondo quanto affermato da Pellacini avrà vita breve perchè quella di riferimento sarà la Toscanini, alla quale, sottolinea, "la Regione ha tagliato i fondi per una somma pari a, guarda caso, proprio quello che percepirà dalla Fondazione Teatro Regio per le sue prestazioni". Queste le motivazioni per la consegna odierna di una diffida al sindaco come presidente, al presidente Collegio revisione e per conoscenza al Prefetto, riguardo alle modifiche effettuate con richiesta di loro presentazione e discussione in Consiglio entro 10 giorni. "Si cerca di buttare in caciara e nascondere una gestione al di fuori dalle regole, adducendo giustificazioni economiche. Ora chiediamo risposte", ha concluso il segretario Mauro Libè.

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