Traffico di calciatori dai 13 ai 17 anni dalla Costa d'Avorio: 3 arresti e 5 denunce

Le giovani promesse venivano selezionate nelle scuole calcio della Costa d'Avorio, arrivavano illegalmente in Italia grazie a documenti falsi che attestavano parentele immaginarie. Secondo gli inquirenti il procuratore Giovanni Drago era al centro del traffico: gestiva i calciatori in tutte le fasi

Tre arresti e altri cinque indagati in stato di libertà per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falso. E' questo il bilancio dell'attività di indagine portata a termine dal Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Parma, con l'ausilio di alcuni poliziotti della Mobile di Milano e del Reparto Prevenzione Crimine 'Emilia Romagna Occidentale'. Cinque giovanissimi e talentuosi giocatori di calcio della Costa d'Avorio sono stati fatti arrivare in Italia, allo scopo, di avviarli al mondo del calcio professionistico, grazie all'utilizzo di documentazione falsa che attestava inesistenti legami di parentela tra i minorenni ed alcuni cittadini ivoriani con regolare permesso di soggiorno in Italia. In questo modo è stato ottenuto, prima il Visto d'ingresso e poi il permesso di soggiorno per ricongiugimento famigliare.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip della Procura di Parma Alessandro Conti, su richiesta del Sostituto Procuratore Lucia Russo ed è stata eseguita nei confronti di D.G.D. di 32 anni, G.G.Y.D. di 43 anni e A.K di 43 anni. Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche alcune perquisizioni nelle abitazioni dei tre arrestati e in quelle degli altri cinque indagati in stato di libertà: i poliziotti hanno trovato numerosi documenti di identità riconducibili ai giovani calciatori, documentazione relativa al rilascio dei permessi di soggiorno, denaro in contanti, cellulari e computer. A Milano sono state perquisite anche le abitazioni di due dei cinque baby calciatori che sono stati fatti entrare illegalmente in Italia: i due, nel frattempo erano stato ingaggiati da una società sportiva professionistica. 

I giovanissimi calciatori venivano individuati nelle scuole calcio della Costa d'Avorio, anche grazie alle segnalazioni provenienti da Presidenti di società calcistiche che avevano legami con il procuratore Giovanni Drago, uno dei tre arrestati che, secondo gli inquirenti, sarebbe al centro del traffico dei baby calciatori. La seconda fase consisteva nell'individuare, in Italia, cittadini ivoriani con regolare permesso di soggiorno, disponibili a rivestire il ruolo di falso genitore: a questo punto venivano redatti dei documenti falsi che attestavano legami di parentela mai esistiti.

Tutto ciò veniva fatto allo scopo di ottenere il Visto d'ingresso in Italia e poi il permesso di soggiorno per ricongiungimento famigliare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti i calciatori venivano presi in carico direttamente dal Procuratore, che provvedeva alla loro gestione quotidiana e al loro mantenimento. I falsi genitori aveva un ruolo nell'organizzazione: doveva provvedere infatti a tutte le incombenze relative ad un vero figlio: iscrizione a scuola e vaccinazioni. I baby calciatori venivano avviati alla carriera calcistica, prima presso alcune scuole calcio e selezioni giovanili della provincia di Parma e poi al calcio professionistico. Tra i calciatori c'è anche Assan Gnoukuri, che è passato dal Parma all'Inter. 

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