Trecasali, centrale a biomasse Eridania: i cittadini chiedono chiarezza

Il comitato di trecasalesi: "Vogliamo sapere quali sono i rischi ambientali e qual è il rapporto costi-benefici. Da anni siamo sottoposti da parte dell'azienda a un ricatto, garbato nei modi e violento nella sostanza"

"In seguito al progetto presentato all’amministrazione comunale da ‘‘Eridania Sadam’’ riguardante la costruzione di un impianto a biomasse in grado di produrre 60 megawatt termici esprimiamo, in quanto cittadini trecasalesi, alcune perplessità. Le nostre preoccupazioni sono dovute al fatto che la nuova centrale, secondo fonti attendibili, produrrà 60 tonnellate annue di polveri sottili, 120 tonnellate di ossidi di azoto, 140 tonnellate di monossido di carbonio, 7500   tonnellate di ceneri da smaltire in discarica( Dove? quale?).

Oggi, a Trecasali, la percentuale di polveri sottili (PM 10) , in ogni giorno dell’anno , è spesso superiore ai limiti di legge ed è addirittura superiore a quella registrata in ognuna delle stazioni di rilevamento della città di Parma. Si tratta di una situazione che condividiamo con gli altri comuni della Bassa e che si aggraverà ulteriormente con l’aumento enorme di traffico veicolare che si determinerà con la realizzazione  della autostrada Tirreno Brennero e della superstrada Cispadana. Riteniamo che si sia superato il limite di guardia e che, soprattutto, non vi sia alcuna garanzia certa che i livelli di inquinamento non aumentino con la costruzione della nuova centrale.

L’azienda ci ha riproposto più volte lo stesso discorso dato che al momento dell’apertura della attuale centrale termoelettrica a turbogas le maestranze dell’azienda ci dissero che l’alleanza strategica con Edison avrebbe creato sinergie tali da garantire il futuro dei posti di lavoro presso l’intero complesso (zuccherificio, lievitificio, centrale termoelettrica). I nuovi posti di lavoro portati dalla centrale sono  stati circa 15 mentre quelli “dismessi” da Eridania con il processo di ristrutturazione dello zuccherificio in questi ultimi anni sono stati almeno trenta: da 96 posti in organico si è passati agli attuali 52  e questo senza contare i lavoratori precari e occasionali che hanno perso il lavoro.

Oggi si ventila di un potenziamento ulteriore della centrale termoelettrica esistente con l’installazione di un nuovo impianto e si chiede di aprire una centrale a biomasse e , ancora una volta, l’amministrazione, il sindacato e i bieticoltori sono sottoposti a un ricatto, garbato nei modi e violento nella sostanza: “…o accettate la nostra proposta o chiudiamo e voi ve ne assumerete la responsabilità…”

Cosa chiediamo alla nostra Amministrazione Comunale

Un’informazione rigorosa e indipendente, che raccolga le esperienze anche di altre centrali realizzate e funzionanti e consenta di stabilire con chiarezza il rapporto fra costi e benefici ( ammesso e non concesso che benefici reali ci siano). Di  conoscere realmente i rischi ambientali, capire se e in quale misura l’impianto in futuro possa passare ad altro proprietario e ad altra finalità con espedienti “legali” per bruciare altre sostanze (rifiuti urbani, legno trattato con pesticidi, importato da paesi terzi , altro, ecc.). Di sapere quanti mezzi pesanti transiteranno sul territorio per il conferimento del prodotto e con quali ulteriori danni sulla qualità dell’aria.

Di conoscere nel dettaglio la localizzazione e l’estensione dei  siti di riconversione delle colture per produrre il legno cippato e conoscere il danno potenziale al suolo fertilissimo della Bassa Parmense in caso di riconversione delle colture tradizionali a quella  di pioppi a ciclo biennale. Infine, desideriamo conoscere gli eventuali asseriti benefici  dell’intervento: riduzione delle emissioni di Co2? Come? Volete dei posti di lavoro? Quali, quanti e dove? Venti o duecento?
 
Diamo atto all’amministrazione di aver fatto un importante sforzo in questa direzione, ma la partita è importantissima e strategica per il futuro dell’ambiente e per  la salute  delle nuove generazioni: un bene impagabile. Per questa ragione è necessario poter disporre di un tempo ragionevole per una decisione ponderata e partecipata. Chiediamo inoltre che venga fatta una valutazione rigorosa dell’impatto ambientale:
non solo per quanto riguarda la centrale, ma, anche riguardo all’autostrada Ti.Bre, alla Cispadana ed in fine per il potenziamento della turbogas Edison. Esistono tutti gli strumenti per una valutazione strategica rigorosa dell’impatto ambientale sulla salute pubblica sia della centrale che degli altri interventi  già programmati  sul territorio; è necessario che essa venga svolta prima di procedere a ogni autorizzazione.

Vogliamo infine poter riconoscere una volta per tutte, nella controparte industriale, interlocutori che non usino più linguaggi ricattatori per contrapporre ad arte i lavoratori e la cittadinanza su questi temi fondamentali, ma che agiscano con la  piena correttezza, lealtà, reciprocità e il  rispetto che hanno ricevuto da questa comunità negli ultimi 40 anni.

Il comitato è costituito da cittadini trecasalesi, si tratta di un iniziativa trasversale che va oltre i colori politici d’appartenenza. Il collante che ci ha uniti è l’amore che nutriamo nei confronti del nostro territorio e dell’ambiente".

Per il Comitato:
Ugo Bertinelli, Gianni Bertoncin, Filippo Carraro, Flavia Corradi, Guglielmo Dall'Asta, Michela Derlindati, Onelia Facini, Patrizia Gaibazzi, Francesca Gianelli, Mirco Moroni.
 

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Commenti (1)

  • BIOMASSE A TRECASALIIl progetto prevede l’inserimento nel polo industriale  di Trecasali un’altra attività  finalizzata alla produzione di energia elettrica   attraverso la combustione di almeno 150.000 tonnellate  all’anno di biomasse da forestazione,l’iniziativa venne inizialmente presentata ai consiglieri comunali da Eridania- Sadam il 14 luglio 2008, ed era praticamente la copia del progetto presentato alla cittadinanza il 18 u.s.. Questo progetto  potrebbe  anche essere preso in considerazione, se non fosse che il nostro contesto territoriale specialmente per quanto attiene la qualità dell’aria, è una delle cinque aree più inquinate al mondo, se non fosse che la bibliografia in materia è certamente orientata  nel dire che questo tipo di impianti comporta di per se stesso  numerose negatività per il territorio che li ospita, se non fosse che  una  corposa  documentazione proveniente da vari  uffici della  Provincia di Parma tendono a sconsigliare  vivamente ulteriori insediamenti sul nostro territorio comunale in quanto  comporterebbero un sicuro peggioramento della qualità dell’aria, con il concreto rischio di far aumentare in maniera esponenziale le giornate con il  superamento dei limiti di legge nel corso dell’anno. Già a fine estate del 2008 assieme ad alcuni cittadini, si iniziò un percorso di informazione sulla materia  e vennero contattate   associazioni, comitati,  soggetti privati ed enti istituzionali,  ed alla fine di questo percorso  fu evidente  per questo tipo di impianti un  notevole impatto negativo per il territorio direttamente coinvolto, ma anche quelli limitrofi, fu così che  maturò la decisione contraria  alla realizzazione di  quel nuovo insediamento, a ragion veduta quindi  e non per partito preso.La questione dell’impianto a biomasse  tra l’altro venne inserita chiaramente  tra i primi punti  del mio programma elettorale alle elezioni amministrative del 2009, nonostante  la prudenza politica  suggerisse  una posizione più sfumata, visti i numerosi  interessi locali in gioco, ma senza tatticismi fu scelta  la via della chiarezza e della trasparenza nei confronti dei cittadini.  Alcuni giorni fa  ho partecipato ad una riunione di cittadini, dalla quale pensavo dovesse uscire un forte gruppo di  contrapposizione all’impianto a biomasse, invece  ho visto che quello che stava per nascere era  invece un comitato di controllo  delle procedure e di informazione,  in quanto in quella sede si sosteneva che un  secco no alle biomasse fosse eccessivo, dal momento che erano ancora   numerosi punti  da chiarire [quale tipo di compensazioni, la certezza che l’impianto inquinasse veramente, la questione occupazionale da considerare, ecc.], quindi solo dopo aver risposto a questi interrogativi  il comitato trasversale sarà in grado di dire  quale sarà la posizione in merito alle biomasse. Pur apprezzando l’iniziativa,  non ho ritenuto opportuno condividere l’impostazione dubitativa  data al nascente  comitato, in quanto tutti coloro che come me sono  da oltre 2 anni per un no convinto   alla centrale a biomasse, non intendono  arretrare di un passo  dalla loro posizione, e  non intendono essere confusi in un   gruppo o che inizia  con passi incerti un semplice percorso informativo. I tentennamenti del neonato comitato sono incomprensibili, in una situazione  ambientale così degradata come la nostra , dove  molti  cittadini sono convinti che a Trecasali  sia  in atto una Pompei ecologica che rischia di incenerire, [oltre alle centinaia di migliaia di tonnellate di legna l’anno necessarie per far funzionare l’impianto],  anche  la salute,  l’ambiente, e la qualità di vita.  Sappiamo  tutti che    la salute  dei cittadini è un bene indisponibile da tutelare prima e sopra di ogni altro tipo di interesse,  pertanto in chiusura di questo comunicato intendo    sollecitare la collaborazione  di quanti intendono respingere la sciagurata ipotesi della realizzazione del citato impianto a biomasse sul nostro territorio comunale.  Nel caso in cui il comitato per il vediamo se ne vale la pena,  ritenesse di abbandonare questa insipida posizione, e si allineasse al nostro no,  saremmo ben felici di collaborare con loro per unire i nostri sforzi al fine di  impedire questo ulteriore scempio del nostro amato  territorio.TRECASALI05.12.2010                                                   FRANCO MANGIAVACCA ASSOCIAZIONE DI VALORIZZAZIONE AMBIENTALE E DIFESA DEL TERRITORIO“IL PICCHIO VERDE”

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