Truffa del Postamat, la maxi indagine riguarda anche Parma

Indagato un 37enne di Salsomaggiore accusato di truffa ai danni di un 25enne di Sacile. Insieme al complice, si è fatto consegnare 3400 euro per la vendita di asciugamani al prezzo pattuiito di 40 euro

carabinieri della stazione di Sacile, nel tentativo di arginare il sempre più diffuso fenomeno delle truffe online, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Pordenone 17 persone, 13 delle quali a vario titolo ritenute responsabili della cosiddetta truffa del Postamat.

Coinvolto anche  un 31enne di Dolo in concorso con 37enne di Salsomaggiore Terme (Parma) accusati di truffa ai danni di un 25enne di Sacile dal quale si sono fatti consegnare 3400 euro per la vendita di asciugamani al prezzo pattuiito di 40 euro.

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Le vittime, residenti a Sacile, Brugnera, Gariarine e Godega di Sant’Urbano dopo aver inserito i loro beni in vendita su varie piattaforme online venivano contattate da fantomatici compratori che, in maniera assolutamente gentile e convincente, si fingevano interessati agli oggetti. Al momento di stabilire le modalità di pagamento, i truffatori convincevano le vittime dell’esistenza di un sistema di accreditamento del denaro in linea diretta presso gli sportelli Postamat mediante il semplice inserimento della tessera e seguendo in tempo reale le indicazioni fornite al telefono dagli astuti truffatori. In questo modo i soldi, anziché essere accreditati al venditore, finivano nelle carte Postepay evolution dei truffatori, in alcuni casi anche per importi notevolmente superiori a quelli pattuiti per la vendita del prodotto.  L’indagine, conclusa dopo prolungati accertamenti svolti acquisendo ingenti dati, riscontri dalle compagnie telefoniche, verifiche su piattaforme online e sul sito di Poste italiane, ha permesso di identificare e raccogliere inconfutabili elementi di reità nei confronti dei truffatori tutti già denunciati in precedenza per tale tipologia di reato perpetrato con lo stesso modus operandi. Si tratta charamente di truffa aggravata poichè i truffatori hanno approfittato di circostanze di tempo e luogo che limitano ed ostacolano la difesa privata (come la distanza e l’assenza di rapporto diretto tra acquirente e venditore).

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