Litiga con la fidanzata e la uccide a colpi di pistola: poi si suicida

E' accaduto questa mattina alle 6,30 in via Cremonese. Salvio Chirullo, 42 anni, ha sparato 4 colpi di pistola alla sua ragazza, Domenica Menna, e poi ha esploso un altro colpo contro se stesso

 Salvio Chirullo, 42 anni, originario di Napoli, vigilante dell'Ivri (Istituti di vigilanza riuniti d'Italia), è l'autore dell' omicidio-suicidio avvenuto questa mattina alle 6.30 in via Cremonese all'altezza del civico 13. Secondo la ricostruzione della Polizia, l'uomo, dopo un diverbio ieri sera a casa della fidanzata di 24 anni, Domenica Menna, questa mattina l'ha inseguita mentre in auto lei andava al lavoro, le ha tagliato la strada, e poi ha esploso quattro colpi su di lei, tre al corpo, uno alla testa. Poi si è sparato alla testa a sua volta. Cadendo, è partito un secondo colpo, finito contro una casa.

IL MOVENTE
Aveva appena smontato dal servizio il vigilante notturno e si era appostato a 100 metri dall'abitazione di Domenica Menna per cercare di ottenere da lei un altro colloquio dopo il litigio della sera prima. Chirullo, sempre stando alla prima ricostruzione degli inquirenti, aveva terminato da appena una settimana la relazione sentimentale avviata quattro anni fa con la ragazza. E presumibilmente non aveva 'digerito' quella separazione a cui non aveva intenzione di rassegnarsi.

"Per questo, stamattina, si trovava a poca distanza dall'abitazione della vittima, forse, per cercare nuovamente un dialogo - ha spiegato il comandante della squadra mobile di Parma Enrico Tassi, nel corso della conferenza stampa in Questura - allo stato, però, questa resta ancora un'ipotesi". Di sicuro c'é che Chirullo è riuscito ad avvicinare la sua vittima, a parlarle e a cercare di ottenere da lei qualche risposta. L'omicida si trovava fuori dall'auto della vittima, appoggiato con le mani allo sportello del lato guidatore. Il finestrino era stato abbassato, segno questo che Domenica Menna doveva aver acconsentito alle richieste dell'uomo e aver imbastito con lui un colloquio. Alle 6.30 si sono uditi i colpi di pistola.

L'ipotesi più probabile è che Chirullo abbia aperto lo sportello dell'auto, estratto la pistola e sparato in rapida successione i quattro colpi che hanno raggiunto la ragazza. Uno ha colpito la vittima alla testa, tre hanno raggiunto il corpo. Di questi ultimi, alcuni sono usciti dal corpo e si sono conficcati nello sportello lato passeggero della vettura. In seguito Chirullo si è colpito alla tempia destra. Un altro proiettile è stato sparato successivamente. Si ipotizza che Chirullo, cadendo al suolo ferito a morte, abbia contratto l'indice facendo partire un'altra pallottola, che si é conficcata nel soffitto di un appartamento la cui finestra affaccia sulla strada dove è avvenuto l'omicidio.

Gli esperti in balistica della Questura hanno rimosso l'ogiva dall'appartamento e fatto le misurazioni del caso. Nel cadere oramai privo di vita, Chirullo è atterrato sulla pistola nascondendola alla vista delle forze dell'ordine intervenute dopo l'allarme dato da alcuni abitanti della zona. I primi risultati dovrebbero essere disponibili tra due o tre giorni. Gli uomini della Mobile hanno trovato la ragazza deceduta con ancora la cintura di sicurezza indosso e l'uomo riverso a terra con un piede appoggiato al predellino della macchina. I corpi dei due deceduti sono stati trasportati all'Istituto di medicina legale di Parma per l'autopsia disposta dalla pm Roberta Licci. Stando alle informazioni raccolte dagli inquirenti, Chirullo non aveva nessun precedente né mai compiuto atti che potessero lasciar pensare a comportamenti tanto clamorosi. La vittima viveva con la famiglia in un'abitazione poco distante dal luogo dell'omicidio.

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