Consorzio Agrario, annunciati 60 esuberi: Cgil e Cisl chiedono il Tavolo

I sindacati: "Rivendichiamo l'applicazione di tutti gli ammortizzatori sociali utilizzabili, a partire da quelli meno dolorosi e spostando alla fine la riduzione del personale non accompagnabile alla pensione

Si sono svolte ieri le assemblee dei lavoratori del Consorzio Agrario che hanno preso atto della formalizzazione da parte della dirigenza di un piano industriale triennale, legato alla procedura di concordato preventivo, che dichiara un esubero di una sessantina di dipendenti.
I lavoratori hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali a fare tutto il possibile per ridurre l'inevitabile impatto sociale di questa ristrutturazione.

"Come già comunicato alla dirigenza - si legge in una nota di Cgil e Cisl - non siamo intenzionati ad accettare un piano industriale a scatola chiusa e per questo abbiamo fissato l'incontro del 20 giugno prossimo per poter entrare nel merito. Esigiamo la predisposizione di un piano sociale che renda maggiormente sostenibile questa ristrutturazione per i lavoratori coinvolti. Rivendichiamo l'applicazione di tutti gli ammortizzatori sociali utilizzabili, a partire da quelli meno dolorosi (come i contratti di solidarietà) e spostando alla fine, dopo aver vagliato tutte le possibili soluzioni alternative, la riduzione del personale non accompagnabile alla pensione.

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Alle Istituzioni chiediamo di riconvocare il Tavolo presso la Provincia per seguire l'iter del concordato e il rapporto coi creditori, per aiutare la rivitalizzazione di asset industriali che oggi difficilmente il solo Consorzio Agrario di Parma può portare avanti (come il burrificio) e per agevolare la costruzione di un piano sociale condiviso.

Abbiamo infine favorevolmente accolto la proposta fatta dal Cda all'assemblea dei soci di promuovere un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, ex amministratori ed ex dirigenti che hanno portato a questa drammatica situazione il Consorzio e ci dichiariamo fin da subito disponibili a costituirci parte civile e a patrocinare cause di richiesta danni da parte dei singoli lavoratori".

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