No al "Parmesan", i tribunali europei tutelano la DOP del Parmigiano

La Corte d'Appello di Berlino ha confermato la sentenza che aveva inibito ad una ditta tedesca la produzione e messa in vendita di formaggio denominato "Parmesan" se non conforme al discplinare del Parmigiano

Non si interrompe la serie di sentenze favorevoli che il Consorzio di tutela sta incassando in Europa a tutela del Parmigiano-Reggiano.
Dopo i casi "Parmeso" e "Parmetta", la Corte d'Appello di Berlino ha rigettato l'appello proposto da Allgäuland-Käsereien GMBH contro la sentenza del Tribunale di Berlino del 22 aprile 2008, con la quale il Tribunale stesso, nell'ambito di un'azione promossa dal Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano, aveva inibito la società tedesca dal produrre, pubblicizzare, mettere in vendita o immettere sul mercato formaggio con la denominazione "Parmigiano" o "Bio-Parmesan" o "Parmesan" qualora non conforme al disciplinare della DOP Parmigiano-Reggiano.

"Il fatto più importante - sottolinea Leo Bertozzi, direttore del Consorzio di tutela, che nella vicenda si è avvalso dello studio GB Avvocati di Reggio Emilia e dei suoi collaboratori legali tedeschi - è che la Corte d'Appello ha nuovamente respinto l'argomentazione della società tedesca secondo la quale la denominazione 'Parmesan' sarebbe un nome generico osservando, invece, che si tratta di una denominazione protetta sulla base della normativa comunitaria in materia di Denominazioni d'Origine Protette dei prodotti agroalimentari, in quanto evocazione della DOP Parmigiano Reggiano, così come stabilito dalla Corte di giustizia europea nella nota sentenza del 26 febbraio 2008".

"Quella sentenza - prosegue Bertozzi - venne sottovalutata da molti nella sua portata, ma in realtà fin da allora la considerammo un punto fermo fondamentale per accrescere l'efficacia delle nostre azioni di tutela: i risultati di questi mesi vanno a consolidare quella certezza, e l'obiettivo - per quanto difficile - è quello di giungere ad un accordo all'interno dell'OMC per ampliare la tutela della denominazione in quei Paesi extraUE che sono decisivi per le nostre esportazioni e nei quali esistono imitazioni ed evocazioni del Parmigiano-Reggiano".

"Disattendendo le tesi della società tedesca - spiega il direttore del Consorzio - la Corte d'appello berlinese ha esplicitato anche che considera il Consorzio pienamente legittimato per difendere la DOP Parmigiano Reggiano davanti agli organi giurisdizionali e, tra l'altro, sottolinea come risulti provato, al di là di ogni dubbio, che l'associazione di produttori di Parmigiano-Reggiano si attiva ogni qual volta riscontra sul mercato un comportamento idoneo a recare danno alla Denominazione d'Origine Protetta che ha il compito di tutelare".

"La decisione - conclude Bertozzi - appare di particolare interesse non soltanto perché la Corte ribadisce l'ampia protezione di cui godono le DOP in virtù del Regolamento CE 510/06, ma poiché evidenzia che, nell'applicazione della legislazione comunitaria sulle DOP e IGP, occorre sempre tenere in considerazione che tra gli obiettivi principali della stessa vi è la tutela del consumatore, da intendersi, sottolinea, come consumatore dell'Unione Europea".

Ai produttori tedeschi non rimane che il ricorso alla Corte Suprema tedesca, sempre che possa essere dichiarato ammissibile.

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