Addio a Giovanni Arduini: rese l'eccellenza dei salumi emiliani nel mondo ancor più grande

Rotariano, aveva 76 anni: dagli insaccati alla tecnologia per la fibra di carbonio, una lunga carriera costellata di successi. Vasto il cordoglio del mondo imprenditoriale parmense

Giovanni Arduini in un'immagine recente

Si è spento nelle scorse ore, dopo una tenace lotta contro la malattia, Giovanni Arduini, decano degli imprenditori parmensi. Aveva 76 anni. Uomo dai molteplici interessi, dalla visione imprenditoriale limpida e aperta, rese, con le sue attività industriali, il territorio emiliano ancor più ricco di eccellenze e know-how. Rotariano, fu presidente del Rotary di Salsomaggiore Terme (distretto 2072). 

Nato in città da famiglia impegnata nell’arte molitoria, agli inizi di carriera fu subito responsabile di cantiere in diversi siti in Africa ed America Latina per conto della principale azienda italiana nel settore degli impianti di macinazione, la cremonese Ocrim. Proprio le esperienze all'estero gli diedero una marcia in più: furono, queste, un grande serbatoio di idee innovative che sfruttò negli anni a venire. Agli inizi degli anni Settanta, infatti, si stabilì con la moglie Isa negli Stati Uniti, a Wichita (Kansas), dove realizzò con successo diversi grandi impianti industriali. Lì nacquero i due figli, Anna ed Alberto.

Dopo un decennio in America, rientrò in Italia per occuparsi, come amministratore ed azionista, della Ibis di Busseto che, sotto la sua guida, crebbe fino a divenire una delle principali aziende italiane nella produzione di insaccati. Celebre e indimenticato fu lo spot televisivo, nel 1993, della mortadella "Cuor di paese", interpretato da una giovanissima Mandala Tayde. L'illuminazione - un vero cuore al centro della fetta di mortadella - fu per tanto tempo il claim vincente della Ibis.

Il gruppo arrivò a contare allora sei differenti aziende che spaziavano dall’alimentare alla robotica. La perdita del figlio Alberto, 12enne, avvenuta alla fine degli anni Ottanta, fu un devastante evento che non cambiò la sua determinazione di imprenditore caparbio e coraggioso. Le sue attività si estesero fino alla concezione dello sviluppo di un innovativo stabilimento di realizzazione di specialità italiane a Fresno, in California, che prosperò negli anni seguenti.  

La cessione della Ibis al più importante gruppo italiano del settore carni, alla fine degli anni Novanta, gli restituì tempo libero che, tuttavia, non sfruttò mai pienamente. Non si vide mai "in pensione". Troppa era la voglia di mettersi in gioco; troppe le idee in una mente imprenditoriale caleidoscopica, frizzante e mai doma di progetti. 

Perciò si dedicò con passione, a partire dagli anni Duemila, al sostegno della crescita internazionale nel settore delle fibre di carbonio di un'azienda piacentina, la Mae spa, della quale curò, tra molte altre iniziative, l’apertura della sede a Shanghai nel 2005 e la gestione del contratto del primo impianto per la produzione di fibra di carbonio realizzato in Cina su tecnologia italiana nel 2010. Anche recentemente, nonostante le condizioni fisiche non fossero più ottimali, era nel pieno della gestione di un significativo contratto per la produzione di fibra di carbonio in Russia, la cui aggiudicazione, avvenuta nei mesi scorsi, ha beneficiato della sua lucida razionalità e della sua non comune capacità di relazione ad altissimo livello.

Vasto è stato il cordoglio del mondo imprenditoriale parmense alla notizia della sua scomparsa. I funerali si terranno giovedì 6 settembre alle 15.30 nel duomo di Fidenza. 

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