il commercio locale come alleato per la crescita economica del territorio

Nicola Scillitani (Amo - Colorno) si schiera con i commercianti locali.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Ogni territorio ha da sempre guardato con rispetto al commercio locale, in grado di far crescerne l’economia e di renderlo rigoglioso. Fin dall’epoca antecedente all’impero romano ad esempio, il commercio agricolo era trainante per lo sviluppo della città tant’è che le rotte carovaniere dapprima usate solo per scopi militari, furono migliorate ad utilizzo degli scambi commerciali. Grazie proprio alle infrastrutture stradali migliorate per favorire lo scambio commerciale, la ricchezza riuscì ad aumentare a dismisura, fino a far nascere un’importante e complesso sistema finanziario. Se fin dall’epoca antecedente al 27 a.c. i romani l’avevano già capito, ai tempi di oggi sembra ancora poca l’importanza che viene attribuita al commercio locale. A Colorno ad esempio svariati commercianti hanno già chiuso i battenti e tanti altri avviliti e scoraggiati pensano di farlo. Un paese dal valore storico come Colorno non può permettersi di non basare parte della propria economia sui negozi di quartiere. Le attività del territorio devono necessariamente aiutarli a crescere e a svilupparsi e per farlo occorrono azioni coraggiose e decise. I commercianti italiani subiscono il più alto livello di tassazione di tutto il vecchio continente e per rimanere in piedi necessitano di introiti e quindi di clienti. Se le tasse sono alte è ovvio che i prezzi non potranno avere mai un prezzo abbordabile. La futura amministrazione di Colorno dovrà essere capace di rivedere al ribasso la TARI (tassa sui rifiuti). Si potrebbe detassare il commerciante approvando una norma che premia con la riduzione della Tari coloro che combattono lo spreco alimentare donando il cibo ai più bisognosi. Gli introiti diminuiti della TARI andrebbero recuperati sfruttando ciò che di buono offre il territorio. A Colorno il turismo culturale e culinario dovrebbero troneggiare, facendo da cornice a tutta una serie di periodiche iniziative atte a portare forestieri nel territorio. Questo apporterebbe maggiori incassi sia comunali che per i nostri commercianti locali. Organizzando eventi in piazza e concerti all’interno del giardino della reggia di Colorno, oltre che mercatini locali e del riuso a cadenza settimanale ad esempio, si riuscirebbe nell’intento. Altro problema che spesso viene alla luce è il problema dei parcheggi nelle vie del centro storico e della piazza. Il problema della sosta poco regolamentata, viene visto come una vera e propria piaga da molti commercianti che ritengono una delle maggiori cause del calo degli incassi. Se da una parte ritengo che il problema vada regolamentato e disciplinato meglio, dall’altra non ritengo che ci si debba troppo soffermare su questo. E’ stato più volte affermato che “l’edicola della piazza potrebbe chiudere senza avere un parcheggio dedicato per i clienti”. Su questo si può e si deve lavorare, così come ad una seria regolamentazione di tutta la viabilità della piazza, ma ritengo fermamente che se Colorno fosse più vissuto e si riuscisse ad attirare molta più gente da altri comuni, i commercianti ne beneficerebbero molto di più, accrescendo anche di molto i loro guadagni. L’unica reale ricetta vincente è quella di rendere il paese appetibile, inculcando la voglia di visitarlo. Per farlo penso ad uno spot pubblicitario nazionale che sappia mostrare il meglio di Colorno e i suoi cibi meravigliosi. Penso a un paese che sappia affascinare e stupire e che non sia spesso deserto come la nostra amata piazza del paese, ad eccezione dei giorni di mercato. Per far risplendere Colorno occorre una migliore gestione urbanistica, valorizzando e ripristinando aree ad oggi indecorose tipo l’ex ospedale psichiatrico, la torre delle acque, la Venaria. Occorre combattere il degrado ed avere la giusta fantasia che manca per ridare lustro alle nostre aree verdi. L’amministrazione che verrà dovrà anche essere in grado di impegnarsi a facilitare ove possibile, l’apertura di negozi, rispettando però delle precise regole atte a non creare concorrenza con quelli già esistenti. Io darei preferenza all’apertura di attività commerciali che nel territorio non sono presenti, al fine di invogliare i colornesi a rimanere in loco per gli acquisti, senza doversi spostare nei grossi centri commerciali di Parma. Sono ampio sostenitore delle “smart communities”, in grado di realizzare sodalizi tra i commercianti locali, dando vita così a una sorta di “centro commerciale non uniforme” dall’ampia condivisione con le varie realtà locali. Idee come ad esempio il “ticket discount”, un biglietto che offre uno sconto in tutti i negozi della “smart community” a seguito di un’acquisto o di un servizio già ricevuto a prezzo pieno. L’unione si sa, fa la forza e i commercianti locali devono collaborare per fare concorrenza alle grandi realtà parmigiane. Se si vuole far crescere Colorno si deve osare di più, perchè come diceva il politico letterario Appio Claudio Cieco: “Quisque faber fortunae suae”, ossia “Oguno è artefice del proprio destino”. Nicola Scillitani Coordinatore cittadino AMO - COLORNO

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