STT 'castello di carte': servono 13,5 milioni, in pegno le azioni Iren

Oltre 400 milioni di debito gravano sulla megaholding. In commissione si decide di salvare la nave per non far gravare i carichi pendenti sulle casse comunali. Regio: blocco dei turn over e riduzione del personale

Debiti da saldare e partecipate da liquidare. Le commissioni consiliari Bilancio e Garanzia e Controllo durante la seduta congiunta di ieri sera hanno delineato il piano strategico per il rientro della megaholding STT sulla quale gravano 400 milioni di debiti. L'unica strada percorribile per non far ricadere questo enorme debito sulle casse comunali sta nel pagare tutto e liquidare le partecipate. Come? “Dando in pegno alle banche i 52 milioni di azioni Iren o investendo il patrimonio del Parma Social House” spiega l‘amministratore unico di Stt, Luigi Bussolati il quale traccia un quadro dettagliato delle 8 partecipate che costituiscono la holding.

LA SITUAZIONE DELLE PARTECIPATE. “Le otto società, - dichiara Bussolati - a parte Area Stazione, stanno volgendo al termine della missione per cui erano nate. Bisogna pagare i debiti che hanno generato e chiuderle al più presto. Per farlo ci servono subito 13,5 milioni di euro. Confidiamo nelle banche. Parma Sviluppo è già in liquidazione pagati i suoi 50mila euro di debito chiudiamo. Metro Parma ha debiti con le banche e verso i fornitori. Il nodo da sciogliere prima della liquidazione sarà il contenzioso in atto con l'impresa Pizzarotti che avrebbe dovuto svolgere i lavori.

CASADESSO, GEESTIONE ALL'ACER. ALFA è già in liquidazione e dovrebbe riuscire a chiudere i battenti a breve coprendo da sé i carichi pendenti consegnando alle banche i propri immobili. Città delle Scienze che possiede i terreni della Scuola Europea contiamo di fonderla con STU Authority per gestire i 5 milioni di debito a suo carico. STU Authority sarà gestita attraverso la vendita di un terreno vicino la Scuola Europea che permetterà di ricavare circa 10 milioni di euro. Per Area Stazione i debiti con la Bonatti saranno pagati dando in cambio gli immobili costruiti poi finiti i lavori venderemo le aree e lì si recupereranno liquidità per saldare il tutto. In CasAdesso l'alta morosità degli inquilini rende difficile il piano di rientro. Affideremo la gestione ad Acer che, terminata la costruzione dell'ultima palazzina di Vicofertile, speriamo si accolli anche il debito con le banche. Per SPIP attendiamo il concordato”.

OPERAZIONE SPIP. Proprio su SPIP il consigliere Buzzi ha espresso il proprio scetticismo sottolineando che “dai 28 milioni di euro di azioni di responsabilità avviate si è arrivati a 2,8 milioni che il liquidatore ha dichiarato comunque incerti”. Bussolati ha quindi tranquillizzato l'ex vicesindaco chiarendo che “vi sono un paio di assicurazioni a tutela degli ex amministratori che dovrebbero pagare le somme richieste”. Iotti ha definito l'operazione un castello di carte molto fragile. A fargli da eco l'assessore al Bilancio Capelli: “E' un castello di carte fragile, sono d'accordo. Ormai il patrimonio della città è stato dato in mano a una Spa soggetta a fallimento, dobbiamo far di tutto per rimediare”.

TEATRO REGIO. L'ente sarà salvo entro il 2016. La ricapitalizzazione prevede un investimento del Comune per 910mila euro. “Contenendo i costi riusciremo a rientrare, è una fase di apnea che non è detto durerà per l'intero quadriennio” ha dichiarato il sindaco Pizzarotti. Luigi Ferrari al quale è delegata la gestione del Teatro precisa: “Abbiamo vincolato le spese alle entrate. Per il personale sarà inevitabile il blocco del turn-over e una riduzione dell'organico. Sono già in corso trattative con i sindacati. Se lavoriamo a regime gli obiettivi, con qualche sacrificio, saranno raggiunti. La situazione è meno critica di quanto non lo fosse qualche mese fa”.

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