Amendola e Putzu i vincitori della 14a edizione del Parma Video Film Festival

L'evento, organizzato dal Circolo del cinema Stanley Kubrick è promosso da Comune, Provicia, Uuniversità degli Studi di Parma e dalla Regione Emilia Romagna

Serata di premiazioni quella in scena al Cinema Astra per la quattordicesima edizione del Parma Video Film Festival. Affrontati i temi più disparati atrraverso le opere in concorso, mantenendo come unica linea comune il mezzo per trasmettere messaggi via via diversi. Era il 31 gennaio il termine ultimo di invio delle opere, tra cortometraggi e documentari. Dieci i cortometraggi approdati alla selezione finale: 7, Rue de l’arbalete” di Giovanni Fumu, “Paper memoires” di Theo Putzu, “Caffè capo” di Andrea Zaccariello, “Reset” di Nicolangelo Gelormini, “Cose naturali” di Germano Maccioni, “Io sono ieri” di Stefano e Alessio Poggioni, “Van terribile” di Sergio Schenone, “Bando di concorso” di Giovanni Meola, “Pepe nero” di Chiara Rap, “Io sono qui” di Mario Piredda.

Sei i documentari selezionati: “Note a margine” di Nico Guidetti, “Sloi- La fabbrica degli invisibili” di Katia Bernardi e Luca Bergamaschi, “Onora il cirmolo” di Andrea Rossi, “In tel fade” di Marco Mensa e Elisa Mereghetti, “Alisya nel paese delle meraviglie” di Simone Amendola, “Precarietà” di Alessandra Marolla.

Soddisfazone in merito a tutte le opere in gara è stata espressa dal direttore artistico della rassegna, Primo Giroldini. E' Simone Amendola ad aggiudicarsi il premio per il miglior documentario, con Alicya nel Paese delle meraviglie, attraverso le storie di vita nel quartiere Cinquina, raccontate dalle voci di chi ha passato anni a occupare e che ha trovato modi per iniziare da capo la propria vita, anche con la musica, nonostante tutto. A ritirare il premio la responsabile della Biblioteca Ilaria Alpi Lorenza Bernardi: "Il documentario è stato proiettato anche durante corsi per educatori che si occupano di problematiche legate all'adolescenza e al disagio sociale, ha acceso un dibattito interessante.

Pensiamo di proporlo per le scuole di Parma, potrà essere interessante". Come sottolineato da uno dei giurati,Cleophas Adrien Dioma, Coordinatore Tavolo immigrazione Comune di Parma, "ormai la realtà è cambiata, non è fatta più solo di prosciutto ma anche di kebab. A Parma lavoro con tanti ragazzi, se non li guardi in faccia, solo dall'accento sembrano essere parmigiani. Per questo abbiamo scelto questo documentario, perchè parla dell'Italia del presente, che è anche quella del futuro".  Un premio speciale alla regia è stato conferito a Germano Maccioni. Un racconto sulla vita e sulla morte quello di Maccioni, narrato quasi più dalle citazioni del poeta Lucrezio che dalla voce dei personaggi.

"Cose naturali nasce dalla necessità – afferma l'autore – di stare a metà strada tra l'esistenzialismo e le cose dello spirito".  E' "Paper memories" di Theo Putzu ad aggiudicarsi il premio come migliore cortometraggio. Menzioni speciali per "La fabbrica degli invisibili", di Katia Bernardi, "Io sono qui", di Mario Piredda e "Caffè Capo", di  Andrea Zaccariello.

Copiose le critiche per la scelta di non inserire, rispetto alle edizioni precedenti, la sezione laboratorio di Parma e provincia. Tra le opere locali ricevute, quella selezionata e premiata è "Onora il cirmolo" di Andrea Rossi. Un artista schivo, come ha amato definirlo Giroldini. "Non vuole essere un documentario didattico, ma di creazione. E' la storia di un burattinaio e di un pianista che preparano uno spettacolo che è andato in scena nel 2010 al Teatro dei Burattini di Parma". Conclude affermando che in fondo "il cinema è l'unica arte che riesce a fissare il tempo e, anche se non può riportare esattamente la realtà, trasmette l'emozione".

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