Academia Barilla, il Premio Cinema va a "Basilicata" di Reale e Montano

Premiato come miglior corto 'Basilicata: gente e cucina d'un luogo altrove'. I registi hanno documentato "un archivio della memoria della cucina italiana, costituito dal lavoro delle massaie nella provincia di Matera"

Si è svolta ieri sera alle 21 presso la sede dell’Academia Barilla a Parma la cerimonia di premiazione del miglior cortometraggio selezionato fra un ventaglio di proposte, realizzate sul tema “Storie di cucina”. Il progetto è stato organizzato da Academia Barilla, con la collaborazione dell'Università degli Studi di Parma e del Festival “Mondo piccolo cinematografico”.

L’iniziativa è nata nell’intenzione di promuovere la cultura gastronomica italiana, dedicando particolare attenzione alle realtà regionali e alla riscoperta dei prodotti tipici d’eccellenza, valorizzando anche il sistema di produzione di tale patrimonio, legato agli usi, ai costumi e alle tradizioni delle singole realtà. La scelta del cortometraggio cinematografico come strumento per tale riscoperta culturale vuole ricordare la stretta relazione storica esistente tra cibo ed arte, con particolare riferimento alla sensibilità che la Decima Musa ha dimostrato nei confronti dell’alimentazione sin dai tempi dei fratelli Lumière, che realizzarono all’alba della storia del cinema La colazione del bimbo (1895). Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla, spiega in questo modo i motivi che hanno portato gli organizzatori a promuovere il progetto: “Il cinema ci ha regalato negli anni molte immagini che hanno fatto la storia della cultura gastronomica italiana e internazionale, per questa ragione riteniamo che sia importante continuare a sostenere la produzione di nuove opere cinematografiche che valorizzino creativamente la tradizione e i valori della cucina italiana nel mondo”.

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La giuria, presieduta da Gianluigi Zenti, ha premiato come miglior cortometraggio Basilicata: gente e cucina d’un luogo altrove di Umberto Montano e Mario Reale, che hanno documentato, come affermano gli stessi registi, “un archivio della memoria della cucina italiana, costituito dal lavoro delle massaie nella provincia di Matera”. Il secondo ed il terzo cortometraggio che si sono qualificati, riguardano invece la regione Emilia Romagna: si tratta rispettivamente del Saporetto di Silvia Degani, dedicato alla preparazione del Savurett, una confettura di pere antiche ed autoctone dell’Appennino reggiano, e di Annamaria: tagliatelle e buonanotte al secchio, di Paolo Muran, che racconta la realtà di un piccolo ristorante nel cuore di Bologna, la cui titolare conserva orgogliosamente la tradizione della pasta all’uovo fatta a mano.

A tutti i cortometraggi in gara va il merito di aver contribuito al recupero di alcune delle realtà dell’immenso patrimonio della cultura alimentare italiana. La cinepresa è diventata strumento di testimonianza contro l’oblio e fondamentale documento per le nuove generazioni di quel legame che ha unito per secoli l’uomo alla sua terra. La manifestazione si inserisce così nello spirito della salvaguardia e della tutela della Dieta Mediterranea, riconosciuta recentemente dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

 

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