Maria Teresa Lonetti debutta con l'album " La Grande Danza"

“La Grande Danza” mescola brani tipicamente folk, legati alla terra di Calabria, da cui la cantautrice proviene, ad altri nei quali le variazioni stilistiche che comprendono jazz, pop, fusion si fondono armonicamente nell’impianto di questa opera

Maria Teresa Lonetti è una cantautrice estremamente versatile ed eclettica, con uno spiccato senso musicale che la porta a scrivere integralmente i brani del suo repertorio, facendo così emerge una forte carica istintuale, come si percepisce ascoltando questo disco, il primo, che Maria Teresa pubblica per l’etichetta Sciopero Records (Distr. Venus)“La Grande Danza” mescola brani tipicamente folk, legati alla terra di Calabria, da cui la cantautrice proviene, ad altri nei quali le variazioni stilistiche che comprendono jazz, pop, fusion si fondono armonicamente nell’impianto di questa opera.Le canzoni che compongono il CD ricreano atmosfere tipicamente mediterranee che emergono dalla natura acustica della tessitura musicale in cui l’esecuzione è segnata da fisarmonica e chitarra a cui si uniscono sferzate di piano elettrico, il tutto supportato dalla sezione ritmica di basso, percussioni e batteria.La ricchezza musicale si completa con la presenza di violino (Alex Leonte lo suona mirabilmente in “Nannamia”, “7 cavalli”) e sassofono (Emiliano Vernizzi dona sapienza musicale a “Ballata”) che aggiungono tocchi di gradevolezza ai brani freschissimi che compongono il disco.Il percorso artistico di Maria Teresa è riassunto in questa collezione di brani dove emerge prepotente il richiamo alle storie di vita quotidiana della sua Calabria, dipinta come una “Terra d’acqua e focu”, come titola uno dei pezzi più ritmati e orecchiabili del disco. L’infanzia, ricordata con una ballata dai toni delicati ed intimistici (Dec’anni), irrompe nella gioventù in cui le aspirazioni e la visione del futuro vengono solidamente ancorate alla saggezza degli anziani, custodi di una tradizione che non è reperto da museo ma forza propulsiva e creativa a volte esplosiva, come sottolineato dal ritmo incalzante di Nannamia, altro brano dialettale. La tradizione musicale della terra d’origine ispira anche lo strumentale “Pepper ballade”, dall’incedere tipico della musica folk, che completa il ciclo dei brani più propriamente legati alla matrice calabrese, anche dal punto di vista formale. A questi frammenti di vera e propria ricerca delle radici si aggiungono intuizioni assai variegate dal punto di vista della struttura musicale e dei soggetti, che descrivono in termini estremamente fantasiosi e metaforici, vicende personali, come nel caso di “Circuito assente”,Il brano di apertura dai colori pop e “Ballata”, un racconto dalle sonorità decisamente swing. Non mancano riferimenti ai paradossi in cui si dibatte la condizione umana, come nella carnascialesca “7 cavalli”, allegoria dei 7 vizi capitali, e ne “L’oste di sorte”, dedicata al destino umano e la cui parafrasi musicale esce da qualsiasi schema di definizione formale.Di grande impatto anche “Giugno” ed “Evviva evviva la società” due brani dalla struttura musicale più complessa in cui dominano i tempi dispari e i cui testi raccontano di storture nella nostra società, del potere e di chi lo esercita.A sottolineare il filo conduttore del disco ecco “L’eco del Mediterraneo”, scritta dal chitarrista del gruppo, Tomas Carretta, brano interamente musicale suddiviso in due parti che investe chi ascolta di ondate spagnoleggianti per poi comunicare la pace di una risacca gilmouriana che ricorda “On an Island”.L’album contiene anche una cover, “La Danza dei Pesci Spada”, inclusa come omaggio ideale agli Yo Yo Mundi, che hanno seguito la vicenda musicale della cantautrice calabrese negli ultimi due anni e il cui leader, Paolo E. Archetti Maestri, unisce la propria voce a quella di Maria Teresa in una magistrale interpretazione di questo brano.
Il disco giunge a coronamento di un percorso artistico assai intenso, che ha visto Maria Teresa impegnata sia come cantante in svariati progetti tra cui spicca quello con il gruppo Concetto Bossa, una raffinata band di musica latino americana, sia come scrittrice di testi per il teatro (sua l’affascinante storia di Melissa paese dell’entroterra calabrese, da cui Maria Teresa proviene, segnata da storie suggestive ma anche crude e dolorose, come l’eccidio del 29 ottobre del 1949, perpetrato da un reparto della celere a danno di inermi contadini che occuparono un fondo incolto per dissodarlo).Il tutto a dimostrazione della poliedricità di questa giovane artista.Con il gruppo che l’accompagna in questo disco (Tomas Carretta alle chitarre, Massimo Spadotto la basso elettrico, Emanuele Mazzaschi al piano e alla fisarmonica,Fiorenzo Fuscaldi alle percussioni e Antonio Bodini alla batteria) collabora stabilmente da diversi anni e ha partecipato a concorsi e manifestazioni varie come San Remo Rock e il premio Augusto Daolio oltre a svariate partecipazioni a manifestazioni a livello più spiccatamente locale, nel circuito emiliano. Un suo brano “Uhm”, antecedente a questo album, è stato scelto dalla “Sana Records Produzioni” di Milano per essere inserito nella compilation “ARCI - Libertà e musica”, distribuita in tutta Italia.Il disco sarà disponibile sul territorio nazionale dal 3 Maggio 2011 nei negozi sulle principali piattaforme di distribuzione digitale.

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