"Sillabario dell'amor crudele" ai Diari di bordo

Francesco Permunian é in libreria da questa settimana con " Sillabario dell'amor crudele" pubblicato da Chiarelettere nella Collana Narrazioni curata da Michele Vaccari e sabato 15 giugno in anteprimissima avremo l'onore di poterlo ospitare ai Diari di Parma alle ore 18.00

«Lui è il più bravo. Ha battuto i colleghi cattivi della vicina regione, i Piovene e i Parise. Loro si muovono tentennanti fra tradizione e protesta, lui d’un balzo salta al centro della scena europea.»

Angelo Guglielmi

«Di tutto il verminaio di dolore e di umiliazioni inflitte a bambini e a ragazzini molto poveri e sordomuti, ho cercato di fare un’opera di fantasia letteraria ambientata dentro un orfanotrofio... La voce narrante è quella di un nano che, alle soglie della vecchiaia, rievoca la sua infanzia violentata.» Se grottesca è la condotta del clero in Italia, grottesca dev’essere la sua rappresentazione in forma narrativa. A cominciare dal suo protagonista, il nano Baseggio (“un aberrante capriccio divino, questo sono io”), che a distanza di anni ricorda le violenze subite in un orfanotrofio italiano (“È stato come svegliarsi in un incubo”), e chiede vendetta. Con lui ecco la bambina prostituta Baby Yaba, la madre superiora suor Clemenzia, che dirige l’orfanotrofio con metodi da lager, padre Camilo Mendes, un vescovo del Vaticano e molte altre figure – il parroco del paese, le beghine, gli intellettuali di provincia, due trans, una banda di barboni – che insieme fungono da “coro” e formano tante tessere di un’unica rappresentazione.
A tratti scanzonato, a tratti feroce, in una danza di zie, eminenze, suore, mogli, il libro di Permunian ci fa entrare nei segreti della borghesia provinciale, con la Chiesa che diventa il baricentro del male italiano, dalla violenza sui disabili minorenni all’accoglienza dei migranti, in un compendio, ideale perché crudo, di bassezze che trascendono l’umano. Un libro impudente e blasfemo, un feroce atto d’accusa contro l’oscenità della pedofilia cattolica.

Nato a Cavarzere nel 1951, Francesco Permunian vive da anni a Desenzano sul lago di Garda. Ha pubblicato diversi libri, tra i quali Il principio della malinconia (2005), La casa del sollievo mentale (2011), Il gabinetto del dottor Kafka (2013).
Nel 2017 Il Saggiatore ha pubblicato in un unico volume i suoi primi due romanzi (Cronaca di un servo felice e Camminando nell’aria della sera) sotto il titolo Costellazioni del crepuscolo.
A cura di Andrea Cortellessa nel 2018 esce presso Aragno La plasmabilità artistica del cartone e il suo impiego nella scuola, con un racconto di Permunian e uno di Bruno Schulz.
Infine le edizioni Theoria, nella collana di narrativa diretta da Andrea Caterini, oltre a Chi sta parlando nella mia testa?, hanno in programma di ristampare Nel paese delle ceneri.

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