Bonifica Parmense, nuove forze per rispondere alle crescenti esigenze dei territori

Ingegneri idrici e ambientali, operai manutentori, esperti elettricisti: dieci le unità assunte dall’ente nel segno di un ulteriore innalzamento di qualità dell’operato svolto

Rispondere al meglio alle esigenze di un territorio che deve essere costantemente monitorato e alle richieste di chi vi abita, lavora e vive, di chi crede nel lavoro e nei servizi del Consorzio: con questi obiettivi la Bonifica Parmense presenta i suoi nuovi dipendenti, 10 nuove forze che consentiranno all’ente un ulteriore innalzamento qualitativo dell’operato consortile. Alla Casa dell’Acqua, sede consortile, a dare il benvenuto ai neo-dipendenti sono il presidente Luigi Spinazzi, il direttore Fabrizio Useri e i membri del Comitato dell’ente: i vicepresidenti Giacomo Barbuti e Giovanni Grasselli; i consiglieri di Giunta Giovanni Maffei e Marco Tamani, il membro del Collegio sindacale Silvano Mantovani e la dirigente amministrativa Gabriella Olari.

Diverse le competenze e gli ambiti d’azione delle nuove risorse: qualificati ingegneri idrici e ambientali, abili operai manutentori, esperti elettricisti ed impiantisti i neo-assunti – la cui età oscilla tra i 35 e i 40 anni – saranno dislocati in differenti punti dei comprensori: pianura, territorio Enza/Parma, territorio Parma/Taro, territorio Stirone/Ongina, territorio destra Stirone. Questo perché la mission e l’attività della Bonifica Parmense – ente al servizio di ben 170.000 consorziati – si fondano sui capisaldi di prevenzione, protezione, irrigazione e progettazione nei comprensori del Parmense, snodandosi lungo 330.000 ettari di territorio: due terzi appartenenti alla fascia collinare e montana, dove il Consorzio effettua il monitoraggio, la progettazione e la realizzazione di opere volte alla prevenzione e al contenimento delle criticità idrogeologiche (dissesto, erosioni, movimenti franosi, smottamenti) assicurando il corretto regime idraulico e la manutenzione e gestione delle opere di bonifica di carattere infrastrutturale (viabilità minore, acquedottistica rurale) grazie a progetti innovativi e di lungo corso come “S.O.S. Bonifica” oppure “Difesa Attiva Appennino”. In pianura invece l’ente si occupa dello scolo delle acque meteoriche attraverso la rete di canalizzazione consortile e gli impianti idrovori, oltre alla difesa delle acque di monte e/o esterne alfine di proteggere il territorio da possibili esondazioni. Anche qui si guarda al futuro, con il laboratorio itinerante “Bonifica Parmense LAB” che è in grado di prelevare campioni di risorsa idrica in tempo reale dai canali per sottoporli ad un’analisi qualora si presentasse la necessità.

“Rispondere alle aspettative delle amministrazioni comunali e dei cittadini consorziati con spirito di gruppo e sempre maggior efficacia e tempestività è la nostra volontà – dichiara il presidente Luigi Spinazzi – . Siamo lieti dell’epilogo di questo lungo iter, segno di un Consorzio sempre più coeso e in salute. 

“Un’ente che assume offre sempre un messaggio positivo perché opera e lavora sulle basi della cosciente responsabilità, del forte senso di appartenenza e della costante motivazione – conclude il direttore Fabrizio Useri – . E soprattutto di quella sana meritocrazia che consente di dare il meglio con ottime ripercussioni su ogni intervento effettuato”.

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