Parchi, i cacciatori useranno proiettili senza piombo per sparare ai cinghiali

Una piccola vittoria di Wwf e Legambiente

Alla fine anche i Parchi del Ducato si sono adeguati, dotandosi di munizioni atossiche, senza piombo, per il controllo dei cinghiali. Ma per arrivare a questa sacrosanta decisione è stata necessaria una specifica norma della Regione Emilia-Romagna del 22 dicembre scorso, che prevede “l’uso esclusivo di munizioni prive di piombo per l’abbattimento dei capi di fauna selvatica le cui carni vengano destinate al consumo da parte di soggetti diversi dal cacciatore stesso”.

Il piombo è un metallo tossico utilizzato dall’uomo per molteplici usi, ormai da diversi anni bandito in molti settori e filiere produttive, ma non dall’attività venatoria. Infatti, nonostante gli effetti nocivi comprovati, il piombo è ancora il metallo largamente più utilizzato nelle munizioni da caccia: stime prudenziali fornite da ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) parlano di circa 10.000 tonnellate di piombo disperso ogni anno sul territorio italiano durante l’attività venatoria. La stessa ISPRA ha approfondito il tema nel 2012, pubblicando un dettagliato Rapporto (158/2012) in cui vengono evidenziate le criticità ed i danni sulla fauna, ma anche sull’uomo, il quale può andare incontro ad intossicazione da piombo (saturnismo), le cui conseguenze possono essere assai gravi, soprattutto per donne incinte, bambini e adolescenti, soggetti a ritardi e deficit mentali, come pure a difficoltà motorie e di coordinazione. Inoltre il piombo è classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca su Cancro tra le sostanze con probabile azione cancerogena.

Supportati anche dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Bonn, in cui il nostro Paese si impegnava ad abolire sul territorio nazionale il piombo nelle munizioni a partire dal 2017, nel febbraio 2014, esattamente tre anni fa, Legambiente e WWF inviarono all’Ente Parchi Emilia Occidentale (noto anche come Parchi del Ducato, soggetto che governa Parchi e Riserve Regionali delle province di Parma e Piacenza), una dettagliata proposta di sostituzione delle munizioni contenenti piombo con munizioni atossiche, seguendo l’esempio di diversi Paesi nordeuropei. L’idea era quella di anticipare nelle aree protette un’attenzione all’ambiente e alla salute, da allargare poi al resto del territorio, adottando provvedimenti che nel nostro Paese continuano a latitare e , cosa grave, anche negli enti come i Parchi che, più di altre istituzioni, dovrebbero essere attente alla tutela dell’ambiente. In questi tre anni l’Ente Parchi non solo non ha mai risposto alle associazioni ambientaliste, ma addirittura ha consentito, attraverso i piani di controllo - decine e decine di battute ogni anno -, ciò che non è permesso dalla legge all’attività venatoria; per esempio utilizzare e disperdere munizioni tossiche in zone umide tutelate dalle direttive europee, quali sono i Parchi del Taro, del Trebbia e dello Stirone-Piacenziano. 

Per Legambiente e WWF questo ritardo dell’Ente Parchi su norme importanti per l’ambiente rende ancora una volta evidente gli effetti dell’esclusione delle associazioni ambientaliste da qualsiasi organo rappresentativo e consultivo, come ad esempio le Consulte dei Parchi, previste dalla legge di oltre cinque anni fa ed oggi non ancora istituite. Su questo tema le associazioni ambientaliste chiedono all'Ente Parchi del Ducato di aprire un tavolo di confronto pubblico, smettendola di trincerarsi dietro la burocrazia. I parchi, nella visione delle associazioni e, ne siamo certi, in quella della maggior parte dei cittadini, devono farsi portatori di innovazione e sperimentazione di nuove e più sostenibili pratiche gestionali, creando esempi positivi da esportare, con l’obiettivo di una maggiore sostenibilità ambientale e del rispetto delle generazioni future.

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