"Controlacrisi Day" arriva a Parma

Intervento di Francesco Samuele, segretario provinciale di Rifondazione Comunista e responsabile del dipratimento welfare del Partito Sociale, e Sara Iommi coordinatrice del Gruppo di Acquisto Popolare di Parma

Le famiglie italiane risparmiano sui generi alimentari mentre i nostri coltivatori abbandonano le campagne. I prezzi dei generi alimentari crescono ma nonostante questo le piccole aziende agricole chiudono. Il mercato globale, le politiche comunitarie, l'inedia del Governo e la grande distribuzione che impone prezzi intollerabili ed ingiusti sono i responsabili principali delle speculazioni e della crisi.

Per fare un esempio comprensibile, i primi di ottobre una delle più importanti associazioni di tutela dei consumatori denunciava che in Italia vige sul pane un ricarico dal campo alla tavola del +1127%, con il grano quotato 0,22 euro al kg. e il pane venduto mediamente a 2,70 euro al kg.

A tutto questo i Gruppi di Acquisto Popolare hanno deciso di dare un taglio, accorciando la filiera e azzerando la speculazione. Abbiamo messo insieme i produttori ed i consumatori, ed abbiamo creato un prezzo equo per i nostri prodotti che permette a tutti di vivere in dignità.

I GAP il 13 novembre manifestano e lo faranno ogni ultima settimana del mese, rivendicando la creazione di un piano nazionale per la sovranità alimentare nel quale si possano costruire le condizioni per avere prezzi equi e prodotti di qualità accessibili alle classi popolari.
Crisi sociale, finanziaria, agricola ed industriale sono il segno che questo sistema produttivo basato sul profitto di pochi sulla pelle di molti non funziona più.

Cacciare il Governo Berlusconi Bossi è il primo obbiettivo che dobbiamo darci per difendere la nostra costituzione ed impedire la distruzione del nostro paese, il secondo è quello di costruire un movimento in grado di migliorare le condizioni delle classi popolari che pagano oggi una crisi che non hanno prodotto partendo dalla difesa dei salari e delle pensioni, difendendo i servizi pubblici dai tagli che l'Europa ed il governo ci impongono.

Noi non vogliamo solamente uscire dalla crisi, noi vogliamo uscire dal sistema che la produce.
Se siamo riusciti noi ad avere un prezzo equo per dare una risposta concreta alle classi popolari perchè i nostri governanti non ci riescono?
Il GAP di Parma ha sostenuto in queste prime settimane circa un centinaio di famiglie. Ha scelto, come sede dei primi interventi, il quartiere più “difficile” della nostra città: il Cinghio Sud, nel quale non esiste nessun negozio.
Gli aderenti sono cittadini che risiedono prevalentemente in questo quartiere, ai quali abbiamo distribuito diversi quintali di merce a prezzi nettamente inferiori rispetto alla media di mercato.
Continueremo in questa azione di sostegno, convinti che il prezzo della crisi lo si debba far pagare ai poteri forti, non ai lavoratori.
 

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