Debiti comunali, Vignali contro Ciclosi: "E' al limite della diffamazione"

L'ex sindaco risponde alla relazione del Commissario: "Parla di degenerazione etica senza citare persone e fatti specifici". E sulle partecipate: "Le scelte sono state condivise con Provincia e Upi"

Pietro Vignali

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'ex sindaco, Pietro Vignali, in merito alla relazione presentata dal Commissario straordinario, Mario Ciclosi, secondo la quale i debiti del Comune arrivano a 846 milioni di euro.

"E’ difficile rispondere in poche righe alle 250 pagine della Relazione finale del Commissario Ciclosi - scrive Vignali -  ricche, oltre che di confusione e di  affermazioni gratuite al limite della diffamazione, di un’accentuata venatura politica tanto nei toni quanto nelle cifre che appare del tutto impropria, a maggior ragione perché proveniente da un presunto “tecnico”. Il Commissario parla di “degenerazione etica” che avrebbe coinvolto l’intero Comune. Mi chiedo come si possa buttare lì una frase del genere, al limite della diffamazione, su un intero Ente senza entrare nel merito, senza citare persone e fatti specifici. Stessa faciloneria con la quale ha scritto che il fondo di riserva sarebbe stato impiegato per utilità politiche, quando al contrario il suo utilizzo è sempre stato approvato con variazioni di bilancio regolarmente approvate dalla Giunta.

Delirante è l’accusa di “invenzioni di delibere prive di regolarità contabile”: tutte le delibere del Consiglio Comunale e della Giunta avevano ricevuto il parere positivo del dirigente competente e del segretario generale perché altrimenti, come Ciclosi dovrebbe sapere, non sarebbero potute neppure arrivare in Consiglio e in Giunta. Poi Ciclosi scrive di “snaturamento delle funzioni dirigenziali”, senza specificare nel merito cosa intenda; si vanta di aver introdotto una “conferenza settimanale” dei dirigenti quando in qualità di sindaco con i dirigenti e assessori di riferimento mi confrontavo tutti i giorni. Sbrodola una paginata di fantomatiche “potenziali passività”, citando diversi lavori come la Questura e il Palasport, ma non si comprende davvero sulla base di quali principi contabili essi possano costituire delle passività dal momento che sono progetti non avviati per i quali non sono stati sottoscritti contratti e quindi non avranno nessuna ripercussione né futura né potenziale sulle casse comunali".

"Sorprendente - continua l'ex sindaco - è l’accusa di proliferazione di società partecipate, quando negli ultimi quattro anni il Comune ha creato solo 3 società partecipate nuove su 30 (Engioi, Alfa e STT, di cui Stt, tra l’altro, non è neppure una società vera e propria ma una holding che raggruppa società già esistenti).
Poi sul debito. Il debito del Comune è nella media nazionale non raggiungendo i 900 euro per abitante quando esistono comuni come quello di Torino il cui debito pro capite supera i 3000 euro. La quasi totalità di quello delle partecipate è relativo a Stu Stazione, Stu Pasubio e Spip, interventi decisi quando io non ero ancora sindaco e che mi sono ritrovato con i cantieri già aperti e quindi nell’impossibilità di bloccarli. Detto questo, queste opere si possono discutere ma creano comunque un patrimonio del Comune e rappresentano degli investimenti. Sono riuscito a bloccare la Metropolitana facendo risparmiare al Comune quasi 100 ml di euro. Tra l’altro occorre rilevare che una parte significativa del debito riguarda società partecipate di cui il Comune è socio insieme ad altri enti, e quindi le scelte sono state condivise da altri Enti come la Provincia, l’Unione Industriali e da tutti gli altri azionisti per finanziare interventi essenziali come, ad esempio, gli investimenti realizzati dalle Fiere di Parma, autocamionale della Cisa, Soprip, aeroporto ecc.

Il Commissario non manca di dilungarsi nel citare tra le attività svolte una serie di interventi che altro non sono che progetti avviati dalla nostra Amministrazione, finendo con l’auto-lodarsi per iniziative microscopiche prive di ogni interesse, se non ridicole, questa volta sì da lui pensate. E’ arrivato addirittura a sbandierare come grande dimostrazione di trasparenza e contatto con i cittadini l’aver aperto una casella e-mail a cui poter scrivere. Gli ricordo che il Comune ha aperto un Contact Center per ricevere le segnalazioni dei cittadini e provvedere agli interventi immediati, ricevendo e gestendone qualche migliaio alla settimana. Per non parlare del vanto di essersi fatto inviare le segnalazioni dai cittadini per l’assegnazione dei premi di Sant’Ilario... gli ricordo che da sempre i parmigiani possono indicare nomi, è sempre stato così, durante e prima il mio mandato".

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"Infine - conclude Vignali - il Commissario sostiene di aver messo a posto i conti. Diciamo che lo ha fatto nel modo più semplice e sbrigativo, ovvero aumentando al massimo le tasse e le tariffe a carico dei cittadini: i parmigiani così si ritroveranno l’Irpef al massimo, l’Imu al massimo e tutte le tariffe dei servizi comunali aumentate. Noi abbiamo garantito per anni piu’ di 100 ml di servizi alla persona senza aumentare ne le tasse ne le tariffe. Un po’ più di realismo e conoscenza dei fatti non sarebbero guastati in questa sua relazione di fine incarico, caro Commissario. Di certo lei avrebbe lasciato un più bel ricordo di sé con un pizzico di umiltà in più e con un pizzico di auto-incensazione in meno".

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