Elezioni, l'operaio Baroni si candida con il Pcl: "Lottiamo per il lavoro"

Le interviste di ParmaToday. Mirco Baroni, operaio è in lista con il Partito Comunista dei Lavoratori. Dice no agli apparentemanti: "Pd, Sel non sono di sinistra". Rivoluzione Civile? "E' un ossimoro". "Lottiamo per la classe operaia"

Mirco Baroni (a sinistra) con Giordani Gaetani, militante del Pcl

Falce e martello. Nessuna alleanza. Il Partito Comunista dei Lavoratori si impone sulla scena politica nazionale compatto, senza alcun apparentamento. “Con chi? - risponde Mirco Baroni, operaio, candidato alla Camera a ParmaToday – PD e SEL non si possono considerare partiti di sinistra. Ingroia con Rivoluzione Civile? Mi sembra un ossimoro solo il nome: una rivoluzione non può essere civile! Non ci interessano le poltrone, l'illusione di entrare per poi cambiare le cose da dentro. Il PCL fa paura anche alle forze che si dichiarano marxiste. Nelle mobilitazioni, nelle piazze, nelle fabbriche siamo uniti, vorremmo che questi aspetti unitari fossero valorizzati. Quando parliamo di rivoluzione, noi lo pensiamo veramente”. L'intervista, il candidato Mirco Baroni, ci tiene a farla con un altro militante del partito, che appare anche nella foto. "Siamo un'unica voce".

“E' in atto un attacco feroce alla classe lavoratrice – spiega Baroni – dal patto di stabilità che mina i servizi al cittadino alla riforma del lavoro che strizza l'occhio al precariato. Bisogna difendersi. I sindacati non esprimono più il conflitto di classe, anzi, lavorano per mantenere la pax sociale. Accomunano gli interessi padronali agli interessi dei lavoratori, negando la rappresentanza dei delegati di base, oltrepassando le assemblee. Di contro, c'è un movimento operaio che non riesce a rispondere a questo attacco. La tutela del diritto al lavoro è la nostra priorità”.

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La ricetta del PCL sta nella nazionalizzazione. “Sono due i punti nevralgici del nostro programma: – continua Baroni - nazionalizzazione delle banche e delle industrie in crisi con esproprio sotto il controllo operaio, così da garantire lavoro e accesso al credito. Il valore aggiunto che vogliamo apportare al sistema è quello dell'autonomia organizzativa. Solo partendo da qui si può costruire un modello di economia veramente alternativo. La rappresentanza  parlamentare è uno strumento come un altro, ma non l'unico. Non escludiamo alcuna forma di lotta”. “Siamo un partito rivoluzionario, non riformista; - chiosa Giordano Gaetani militante del Pcl – manteniamo la nostra tradizione. Siamo noi la risposta reale della sinistra”. 

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