Parma chiamata alle urne: ancora fiducia per i Cinque Stelle?

Domenica 24 e lunedì 25 i parmigiani si ritroveranno nuovamente alle urne. Dopo nove mesi dal voto cittadino, il movimento di Pizzarotti sarà in grado di difendere i consensi?

Nove mesi fa a Parma, per le amministrative, si consumò una campagna elettorale estenuante. Come in Italia. Un voto nato dal fatto che dopo aver governato per anni la storica amministrazione di destra non ha mantenuto le promesse fatte. Come in Italia. La città si trovava (e si trova ancora oggi) con perdite, conti in rosso e grossi debiti. Come in Italia. Senza dimenticare che durante la fase pre elezioni la città si svegliava ogni giorno a suon di scandali, indagini e manette. Come in Italia.

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La diretta conseguenza fu che il Popolo delle Libertà non riuscì a superare il 5%, la Lega raggiunse a fatica il 3%, alla Destra toccò poco più dell’1%. Nella zona centro non c’era ancora nessuna Agenda Monti, per cui liste e partiti decisero di gareggiare da soli con il risultato di raccogliere consensi che oscillavano tra il 2% e il 5%. Partito democratico e centro sinistra portarono a casa il 43% dei voti. Una vittoria sì ma venuta male perché la grande sorpresa fu proprio il Movimento cinque stelle di Grillo che ottenne circa il 20% al primo turno per poi sbancare al ballottaggio con un 60% di voti. Il primo sindaco grillino di un capoluogo di provincia: una novità assoluta.

Forse a esperti e analisti basterà guardare i risultati politici della amministrative di Parma per farsi un’idea dello scenario politico post voto. Se il passato è lo stesso e il futuro è diretta conseguenza del passato, chi vive nella città ducale può già sapere, con un certo margine di errore ovviamente, come andranno le cose. Tra qualche giorno in Italia, il vincitore verrà sostenuto dall’entusiasmo delle persone convinte di aver fatto la scelta giusta.

Come a Parma. Alla fase entusiasmo seguirà la fase presa di coscienza e si capirà che forse non era facile come si pensava. Come a Parma. La minoranza comincerà la sua battaglia del “avete fatto promesse, ora mantenetele”, dalla sua, la maggioranza risponderà a suon di “non è colpa nostra, è colpa di chi c’era prima”. Come a Parma. Oggi c’è una fase di stallo, dove si decide cosa fare con quei pochi soldi che restano. In attesa della fase di crescita e sviluppo, a Parma come in Italia, domenica e lunedì tutti i parmigiani si ritroveranno nuovamente nelle urne e forse il pensiero andrà al lontano maggio 2012, quando con una destra incerottata, per il Pd e la sinistra alleata sembrava una vittoria facile e invece Grillo raccolse il favore e i voti dei cittadini. Come in Italia?

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