Pontremolese, Patrizia Maestri: "Riassegnare i 223 milioni di euro"

La candidata del Pd alla Camera stimola il futuro esecutivo a ridare a Parma i soldi già disponibili necessari per il raddoppio dei binari sulla Parma-Vicofertile

“Un sistema infrastrutturale efficiente e moderno è una precondizione indispensabile per garantire a Parma e al Paese uno sviluppo economico adeguato. Mettiamo da parte opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, lavoriamo sulle priorità di interesse nazionale: il corridoio multimodale Tirreno-Brennero, che si fonda sul raddoppio, programmato in diversi stralci della linea ferroviaria Pontremolese, è tra queste”.

Patrizia Maestri, candidata del Pd di Parma alla Camera dei Deputati, annuncia il suo impegno “per convincere il nuovo Governo a riassegnare, al più presto, i 223 milioni di euro già disponibili, tolti dal Ministro Passera e necessari per il raddoppio dei binari sul tratto vitale
Parma-Vicofertile. “Sto parlando di un’opera difesa a suo tempo dalla deputata Pd Carmen Motta, fondamentale per la distribuzione delle merci e la mobilità delle persone, che porterebbe benefici evidenti per Parma – continua la candidata democratica –. Come? Consentendo all'interporto di Fontevivo di incrementare significativamente il suo ruolo baricentrico per lo smistamento di volumi notevoli di merci, lungo l’asse che unisce il sistema portuale dell’alto Tirreno al centro- nord europeo. Benefici enormi se parliamo d’ambiente, dato che una linea ferroviaria veloce e moderna toglierebbe dalla rete autostradale migliaia di mezzi pesanti”.

Perchè la logistica evita Parma: un esempio incredibile. “Del resto, se molti candidati parlano vagamente dell’arretratezza infrastrutturale italiana, io voglio fare un esempio concreto – spiega la Maestri –: al porto di La Spezia arrivano ogni anno 1,5 milioni di container, la gran parte dei quali, vengono smistati sui camion in Italia e in l'Europa , bypassando il nostro interporto. Perché? Perché ad oggi i treni merci pesanti non riescono ad affrontare la pendenza della ferrovia nella galleria Pontremoli-Borgotaro e la sagoma delle gallerie vecchie sulla linea non consente ai treni di trasportare i mezzi pesanti.

Si può ovviare al problema impiegando due locomotori, uno dei quali viene sganciato proprio a Borgotaro e ritorna vuoto – ricorda la Maestri –. Un costo rilevante in termini di tempo (la mancanza del raddoppio rallenta i flussi) e denaro. A questo si somma una nuova spesa quando il vagone arriva all’interporto di Parma: il Cepim è sprovvisto di un terminal adeguato, che Rfi non finanzia. Ecco perché la rete logistica internazionale ci guarda e passa oltre”.

Ad oggi l’unica certezza – peraltro difesa con le unghie con i denti – è la conclusione (fra 2 anni) del raddoppio ferroviario nel tratto compreso tra Solignano e Osteriazza. Il prossimo aprile dovrebbe aprire la galleria appositamente costruita. “Ma un intervento di questo tipo, privato dei 223 milioni per adeguare anche la rete a valle, verso Parma, rischia di rimanere da solo il segmento inutile di un sistema incompleto – attacca l’esponente del Pd –. Il medesimo pericolo corre l’altra gamba del sistema Tirreno- Brennero, quella autostradale: è stato finanziato ed è in corso di realizzazione il primo stralcio da Ponte Taro a Trecasali, ma non ci sono tempi e risorse certe per il tragitto da qui fino all’autostrada Cremona-Mantova”.

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