Etichettatura nutrizionale, Caselli a Salvini: "Quando smetterà di raccontare bugie?"

Le parole di Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura e candidata alle prossime regionali nella lista del Partito Democratico a sostegno di Stefano Bonaccini

Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura e candidata alle prossime regionali nella lista del Partito Democratico a sostegno di Stefano Bonaccini, commenta le dichiarazioni di Matteo Salvini sulle etichettature nutrizionali.

“Quando smetterà il Senatore Salvini di raccontare bugie e prendere in giro agricoltori e consumatori piacentini e italiani? Le dichiarazioni odierne sui sistemi di etichettatura nutrizionale a semaforo, dimostrano ancora una volta la superficialità della Lega.

Facciamo chiarezza: non esiste alcuna norma europea che regoli i sistemi di etichettatura nutrizionale (che indicano cioè la quantità di grassi, zuccheri e sale nei cibi). Tuttavia, negli ultimi anni, gli obiettivi di sicurezza alimentare e tutela dei consumatori si sono tradotti in sistemi diversi di etichettatura nutrizionale fronte pacco, implementati volontariamente a livello nazionale, come quello ‘a semaforo’ francese - il cosiddetto NUTRISCORE -, a cui si affiancano anche il modello ‘a serratura’ nei paesi scandinavi, o il modello ‘a batteria’ presentato dall’attuale governo proprio qualche settimana fa, e supportato dall’intero sistema produttivo italiano, dagli agricoltori ai trasformatori.

Quello che serve adesso non sono le polemiche di Salvini, ma che, a partire da Piacenza e dall’Emilia-Romagna, riusciamo a fare squadra come sistema Italia e ottenere un sistema di etichettatura uguale per tutti a livello europeo, basato su ricerche scientificamente fondate, che eviti ai nostri consumatori di trovarsi davanti a informazioni diverse ed incongruenti tra vari Paesi, e che soprattutto non condizioni gli acquisti ma fornisca informazioni complete per poter operare scelte d’acquisto consapevoli.

Noi siamo sempre stati chiari in Europa: già nel 2016, con un’interrogazione alla Commissione che aveva come primo firmatario l’eurodeputato Pd Paolo De Castro, e supportata da quasi 100 deputati, di 13 diversi paesi e di tutti i gruppi politici tranne quello della Lega (forse perché la cosa non avrebbe fatto piacere alla loro alleata francese Marine Le Pen?), abbiamo chiesto un sistema che informi i consumatori senza condizionarne le scelte di acquisto.

Sarebbe ora che la Lega si unisse a noi in questa battaglia, se davvero non vuole che una bibita light venga spacciata per migliore rispetto a un succo di albicocche. Ne hanno più che mai bisogno i nostri produttori, consumatori e l'intero settore agroalimentare italiano”. 

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