Eutanasia, Marco Maria Freddi: "Temo che dopo il caso di Dj Fabio si torni alle segrete stanze"

Intervista al segretario dei Radicali di Parma: "Spero davvero sia la volta buona, sia l'inizio di una assunzione di responsabilità, piena e reale". Il registro per il Testamento Biologico del Comune di Parma? "E' uno strumento indispensabile ma ci vuole una legge nazionale"

Eutanasia, morte senza sofferenza, testamento biologico. A qualche giorno dal caso di Dj Fabio e di Cappato, indagato per aiuto al suicidio, abbiamo intervistato Marco Maria Freddi, il segretario di Liberamenteradicali Radicali di Parma. Il caso ha riaperto il dibattito, sia a livello nazionale che locale ed una proposta è in discussione in Parlamento. "Temo -ci dice Freddi- che spenta l'emozione del caso di Fabiano, si ritorni alle segrete stanze, al dibattito di corridoio per non far passare la legge di iniziativa popolare". Alle prossime elezioni Comunali Marco Maria Freddi sta pensando ad una candidatura tra le fila della lista EffettoParma, il nuovo progetto politico di Federico Pizzarotti. 

1) Dj Fabo e Cappato, una vicenda che riporta di attualità il tema dell'eutanasia. Quale sarebbe, per voi, la legge ideale che dovrebbe adottare l'Italia?  

Innanzi tutto, credo che le distinzioni siano molto importanti per capire che cosa è già legale, da ciò che non lo è, e quindi a che cosa possono servire delle nuove regole. Dico questo perché spesso la terminologia è utilizzata per offuscare la questione fondamentale. La parola eutanasia non esiste, non è scritta nel Codice Penale, non è scritta nel nessuna legge e non è scritta neppure in Costituzione. Andiamo alla definizione di buona morte che preferisco definire morte senza sofferenza, una morte più rispondente possibile alle volontà della persona che se ne sta andando. Il caso Welby o Englaro o del Dj Fabo sono casi differenti e vanno tenute distinte per il l’ambito legale a cui appartengono i primi, cioè quello della interruzione delle terapie e l'altro illegale, che è quello dell'assistenza medica alla morte volontaria o della vera e propria eutanasia attiva. L’articolo 32 della Costituzione è il punto fondamentale di partenza di ogni discussione: nessuno può essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la propria volontà. Questo è il principio in base al quale, il dott. Mario Riccio fu scagionato dall’accusa di omicidio del consenziente per avere aiutato Piergiorgio Welby con la sedazione ed il distacco del respiratore, aiutandolo a morire, come aveva chiesto. Potremmo allora domandarci, qual è il problema se dopo dieci anni di giurisprudenza dei casi Piergiorgio Welby, dei casi Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro, del caso Walter Piludu è possibile interrompere le terapie, a che cosa serve allora una legge sul testamento biologico e sul consenso informato?

Questi, o altri casi, hanno trovato medici che hanno accolto le loro volontà oppure le volontà sono state accolte al termine di un lungo processo giudiziario, questo è il motivo per cui è necessaria una buona legge a favore del testamento biologico, una legge che renda ciò che sulla Carta è già un diritto costituzionale. Un diritto che non si realizzi solo per chi ha tempo e soldi per difenderlo davanti alla giustizia ma che diventi un diritto per tutti. La legge sul testamento biologico in discussione, che viene continuamente ritardata, è la possibilità di rendere un diritto per tutti i cittadini ciò che è già una possibilità, con il valore della forza di legge.

2) Cappato è indagato per aiuto al suicidio; come gestirete, come Radicali, pubblicamente questa situazione e l'eventuale processo? 

La storia Radicale, sin dalle sue origini è ricca di iniziative nonviolente, di satyagraha e disobbedienze civili, che sono costate il carcere a Marco Pannella, Emma Bonino, Gianfranco Spadaccia e tanti altri. Il satyagraha e le disobbedienze civili, servono per aprire un dialogo o quando non vi è altra possibilità di dialogo. La mia impressione, come già accaduto a Rita Bernardini per le disobbedienze civili per la legalizzazione della cannabis terapeutica, il processo non avrà luogo poiché, il rischio, è che se ne parli…

3) Il dibattito sul tema si è riaperto: molti stanno prendendo posizione....  

Si parla di testamento biologico e di interruzione delle terapie ma il dibattito è anche quello relativo al suicidio medicalmente assistito e l'eutanasia attiva, che prevedono non solo la interruzione delle terapie ma l'auto somministrazione o la somministrazione di una sostanza letale. Questi due temi, l’interruzione delle terapie ed eutanasia, sono distinti sul piano legale poiché, “il rispetto delle volontà personali” per lo Stato italiano hanno diversi trattamenti giuridici. La differenza è che il primo è richiamato come diritto in Costituzione (pur dovendo quasi sempre intraprendere azioni legali per ottenere ciò che è un diritto) e nel secondo caso si rischia fino a dodici anni di carcere, per aiuto al suicidio. Questo è il punto politico su cui la politica fatica a prendere una posizione. La proposta in discussione in Parlamento, è quella sulle direttive anticipate di trattamento ed il dibattito di oggi, 13 Marzo alla Camera, è stato qualitativamente di livello e si è svolto nel rispetto dei malati, delle persone malate e delle loro volontà.

La legislatura rischia di non avere più tempo per assumersi la responsabilità di una decisione, né tantomeno la discussione sulla legge di iniziativa popolare sull'eutanasia presentata dalla Associazione Luca Coscioni che peraltro è forte di oltre settanta mila firme, di cui 2000 raccolte a Parma, presentate in Parlamento nel Settembre 2013.

Spero davvero sia la volta buona, sia l’inizio di una assunzione di responsabilità, piena e reale. Sin dalla prima proposta di legalizzazione dell’eutanasia presentata oltre 40nni fa da Loris Fortuna, con l’appoggio di Marco Pannella e Emma Bonino, e tutte quelle che si sono succedute nel tempo, nessuna è stata discussa. Il Presidente Giorgio Napolitano, durante il periodo del caso Giorgio Welby, disse che “l'unico atteggiamento intollerabile sarebbe stato il silenzio” ed invece il silenzio è quello che è puntualmente accaduto, almeno nel Parlamento non certo da parte dei Giudici. E’ noto che il Presidente della Repubblica non può imporre una legislazione, ma l’appello al Presidente Sergio Mattarella di Fabiano, letto dalla fidanzata Valeria, non doveva cadere nel vuoto. Sarebbe bastato richiamare il Parlamento all'obbligo costituzionale di discussione delle leggi di iniziativa popolare magari anche solo per bocciala. Sollevare un problema di assunzione di responsabilità politica di fronte all’opinione pubblica, favorevole al 70% all’introduzione del testamento biologico e eutanasia legale, ridarebbe credibilità ad una classe politica che teme il confronto per logiche lontane dalla volontà politiche dei cittadini. Temo che spenta l'emozione del caso di Fabiano, si ritorni alle segrete stanze, al dibattito di corridoio per non far passare la legge di iniziativa popolare. Questo è il motivo per cui, l'iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni prosegue anche nelle disobbedienze civili che Marco Cappato ha preannunciato.

4) A Parma la vicesindaco Paci ha sottolineato che è stato istituito il Registro per il Testamento Biologico dal 2014. Come valuti questa iniziativa, credi che sia utile?

L’iniziativa dell’Amministrazione Pizzarotti e dell’Assessore Nicoletta Paci, ha un doppio valore. Il primo è legato alla vicenda di Eluana Englaro. E’ bastato, non uno scritto ma una testimonianza orale da parte dei genitori, per ottenere dal tribunale (18 anni dopo l’incidente) la sospensione delle terapie, pertanto un registro per il testamento biologico è senz’altro uno strumento indispensabile ma non vincolante se non supportato da una legge nazionale. Altro valore è certamente quello politico. Le città sono protagoniste del vivere quotidiano dei cittadini e l’istituzione del registro del biotestamento è sinonimo di capacità di lettura dei tempi e dei bisogni, di questa amministrazione". 

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