forza civica contro gli allevamenti di visoni: “depositata in regione dal consigliere facci (mns) interrogazione a risposta scritta in merito al divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce.”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Forza Civica porta il caso del blitz animalista all’allevamento di visoni di Noceto in Regione: “Depositata in Regione dal consigliere Facci (MNS) interrogazione a risposta scritta in merito al divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce.” In data 13.12.18, su richiesta dell’associazione politico-culturale Forza Civica, è stata depositata una interrogazione a risposta scritta al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna dal Consigliere Regionale Avv. Michele Facci (MNS). E’ di qualche giorno fa infatti la notizia di un “blitz” animalista nell’allevamento di Cella di Noceto (Parma), durante il quale sono stati liberati circa mille visoni. Proprio l’amministrazione comunale di Noceto (PR), nel 2012, approvò con delibera consiliare “il divieto di allevamento di animali da pelliccia” nel proprio territorio, provvedimento che però a quanto pare non sortì poi alcuna pratica conseguenza. Come evidenziato dall’associazione politico-culturale “Forza Civica”, gli allevamenti di animali da pelliccia contrastano con la sempre più forte sensibilità ed attenzione dell’Uomo nei confronti delle inutili sofferenze animali, tanto più se finalizzate ad alimentare un mercato del tutto residuale, e comunque contraddistinto da una totale assenza di etica e di rispetto verso l’ambiente ed il mondo animale, nella esclusiva ricerca del profitto economico. Premesso che l’85,5 per cento degli italiani disapprova le attività di sfruttamento degli animali per la produzione di pellicce. La pelliccia, infatti, non ha alcuna utilità, non è un prodotto funzionale a scaldare e a riparare dal freddo e oggi è prevalentemente commercializzata sotto forma di guarnizioni a decorazione di capi di abbigliamento e ad accessori di ogni genere, dalle borse alle calzature; le pellicce animali provengono per l’85 per cento dalle «fabbriche di allevamento» (veri e propri allevamenti intensivi) e per la restante percentuale dalle catture in natura (nei casi consentiti dalle legislazioni nazionali); negli allevamenti, gli animali sono costretti a sopravvivere quasi immobilizzati, confinati in minuscole gabbie interamente costruite in rete metallica (anche nella pavimentazione su cui sono costretti a stare); in Italia, l’allevamento di animali per la produzione di pellicce non è mai stata un’attività di particolare rilevanza economica e negli ultimi quaranta anni ha registrato un continuo e inesorabile trend negativo e l’unica specie allevata in Italia è il visone. Considerato che nel 2001, il Comitato scientifico per la salute e il benessere animale della Commissione europea, nel report «The welfare of animals kept for fur production», classificò le condizioni di detenzione degli animali da pelliccia negli allevamenti europei come «gravemente lesive del benessere animale»; molti stati membri dell’Unione Europea hanno riconosciuto l’inerente crudeltà di allevare animali selvatici in gabbia e hanno cominciato a prendere provvedimenti per limitare o vietare questo tipo di allevamento. l’Italia in questi ultimi anni è stata il Paese guida nell’Unione europea per la messa al bando di pratiche come il commercio di pellicce di cani e di gatti e di prodotti derivati dalla caccia commerciale delle foche; inoltre, con la legge 201 del 4 novembre 2010, l’Italia ha recepito la normativa europea in materia di protezione degli animali, aumentando le sanzioni per i reati di uccisione e maltrattamento degli animali, e introducendo il nuovo reato di traffico illecito degli animali da compagnia. A livello parlamentare, negli ultimi anni sono state presentate diverse proposte di legge in merito. L’ultima è stata presentata in data 23 marzo 2018 alla Camera dei Deputati, avente ad oggetto il “Divieto di allevamento, cattura e uccisione di animali per la produzione di pellicce”. In data 17 luglio 2013, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione (oggetto n° 4201) a sostegno delle proposte di legge depositate in Parlamento in materia di divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce, ed in data 18 dicembre 2013 è stato presentato il Pdl regionale n° 4884 “DIVIETO DI ALLEVAMENTO DI ANIMALI PER LA PRODUZIONE DI PELLICCE”. Il Consigliere Regionale Michele Facci pertanto chiede alla Giunta Regionale se l’allevamento di visoni di Noceto, e comunque gli attuali allevamenti di animali da pelliccia presenti sul territorio regionale, siano conformi alle disposizioni del Decreto legislativo n° 146 del 2001, che recepisce la direttiva 98/58/ CE, in materia di protezione degli animali negli allevamenti, e se tale conformità sia stata verificata dai competenti servizi veterinari territoriali; se i predetti allevamenti siano conformi alle vigenti disposizioni di legge anche dal punto di vista della conformità urbanistica; quale giudizio la Giunta dia alla permanenza dei predetti allevamenti, nonostante l’avvenuta approvazione in data 17 luglio 2013 da parte dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna di una risoluzione (oggetto n° 4201) a sostegno delle proposte di legge depositate in Parlamento in materia di divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce.

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