Inceneritore, risoluzione dei grillini: "La Provincia esca dal progetto"

Il Movimento 5 Stelle alla Regione: "Mettere in campo iniziative per raggiungere in provincia di Parma l'obiettivo minimo di raccolta differenziata del 65% entro il 2012, privilegiando la tariffazione puntuale"

Sul progetto dell'inceneritore di Parma arriva il colpo da ko del Movimento 5 Stelle. Si tratta di una risoluzione depositata nei giorni scorsi dal consigliere Giovanni Favia e studiata con tecnici di valore internazionale nel campo della gestione rifiuti. La risoluzione di Favia ricostruisce tutta la vicenda nei dettagli e mette in campo le alternative citando le normative nazionali ed europee. Dai costi saliti in maniera inaccettabile ed inspiegabile dai 130 milioni di euro del 2007 a 315 di oggi, ai danni economici che produrrà alla "Food Valley" ed a marchi noti in tutto il mondo come Barilla Spa ed i suoi prodotti, ai danni e costi sanitari dell'inceneritore con tanto di studio della Ecoles des Mines di Parigi.

Si parla poi del business per Iren Spa tramite contributi pubblici con "certificati verdi" pari a 6 milioni di euro l'anno bruciando fanghi di depurazione che potrebbero essere trattati diversamente senza bruciarli secondo la direttiva UE 86/278. Per proseguire poi con un piano provinciale che sembra fatto ad hoc per Iren Spa(ex Enia Spa) che prevede per la provincia di Parma il 56% di raccolta differenziata quando la legge italiana chiede il 65% entro il 2012. Si arriva poi alla mancata applicazione su tutto il territorio provinciale del porta a porta e impiantista alternativa all'incenerimento che farebbe sì che rimarrebbero da smaltire solo 26.000-30.000 tonnellate l'anno biostabilizzate e non piu' 130.000 tonnellate che si vogliono bruciare nell'inutile e costoso inceneritore.

Con questa risoluzione il Movimento 5 Stelle chiede alla Regione di "mettere in campo iniziative affinchè sia raggiunto in provincia di Parma come in ogni Provincia dell'Emilia-Romagna l'obiettivo minimo di raccolta differenziata del 65% entro il 2012, promuovendo e finanziando i progetti di raccolta differenziata domiciliare privilegiando quelli con tariffazione puntuale per cittadini ed imprese". Inoltre tramite la Giunta e l'Assemblea dell'Emilia Romagna si "chiede alla Provincia di Parma di studiare una strategia di uscita dal progetto di costruzione dell'inceneritore di Uguzzolo, mettendo in campo politiche ambientali già sperimentate con successo in altri Comuni e prevedendo tutte le tecnologie necessarie per realizzare in un ciclo che preveda: impianti di compostaggio, digestione anaerobica, trattamento e depurazione fanghi in ossidazione a freddo, trattamento meccanico biologico finalizzato alla biostabilizzazione, centri riciclo con recupero tramite estrusione di scarti plastici-cartacei-imballaggi prima non riciclabili, evitando in questo modo l'incenerimento o invio a discarica anche di questa frazione secca che in precedenza diventava cosiddetto "combustibile da rifiuto-cdr" e che oggi, grazie ad innovazioni tecnologiche, puo' trasformarsi in materiale per l'edilizia o l'industria plastica senza essere bruciato".

Proprio per questo si chiede infine alla Regione di "Sospendere, in attesa della risposta da parte della Provincia di Parma alla richiesta di una strategia di uscita dal progetto inceneritore, ogni iter autorizzativo di competenza regionale inerente l'impianto d'incenerimento di Uguzzolo". Ora vedremo come i partiti, da Idv a SEL-Verdi ,al Pdl con il capogruppo Villiani (vice presidente Iren Spa che vuole il forno...), che a parole iniziano a contestare l'impianto , ma poi sul territorio i loro rappresentanti votano a favore negli enti dove sono in maggioranza. Saranno coerenti e voteranno questa risoluzione? Al voto dell'Assemblea Legislativa eletta dai cittadini l'ardua sentenza.

Sabato 11 dicembre si terrà la marcia contro l'inceneritore e per le alternative rifiuti zero.  Il Movimento 5 Stelle aderirà, senza bandiere, perchè salute, ambiente ed economia sana sono di tutti.

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