Mozione di + Europa Parma contro il Ddl Pillon: "Grave arretramento per i diritti delle donne"

Il testo è stato presentato in Consiglio da Marco Maria Freddi

"Il DDL Pillon rappresenta un grave arretramento per le libertà e i diritti civili di tutte le donne -si legge in una nota e, in particolare, per le donne e i bambini vittime di violenza e rafforza l’idea di un matrimonio indissolubile rendendo pressoché impossibile e ancora più dolorosa la separazione.

Ciò è il frutto dell’idea di società di un politico ultra-conservatore vetero-cristiano è in continuità ad un progetto reazionario, una visione di famiglia e di società che nasce molti anni fa da gruppi molto ristretti di padri separati - ribattezzati “lobby pro-pas” - i sostenitori dell’alienazione parentale per legge. Alienazione parentale che, tra le altre cose, teorizzava la pedofilia come un rapporto normale tra bambini e adulti.

La materia è complessa e per certo separazione e divorzi non sono una passeggiata, sono un dramma se non un fallimento di vita e sicuramente molto c’è da fare per accompagnare figli e genitori ma il decreto dice altro, intende - per legge - ristabilire un supremazia della famiglia cosiddetta “naturale” – possibilmente patriarcale stile Mulino Bianco – contro la volontà dei figli e contro i diritti delle donne.

E’ chiaro che lo scopo del DDL Pillon è quello di mettere in crisi il divorzio, poiché sarà molto più difficile divorziare. Un decreto che non tiene conto della realtà, delle povertà che è parte delle separazioni.

Alla luce di tutto ciò Il Gruppo +Europa Parma ha quindi presentato, tramite il Consigliere Comunale Marco Maria Freddi, una mozione per chiedere al Sindaco alla Giunta di impegnarsi a:


1. contrastare, nelle sedi nazionali più opportune e con gli strumenti più adeguati, il merito delle proposte in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità contenute nel DDL 735 Pillon;

2. sensibilizzare tutti i parlamentari eletti a Parma, affinché promuovano e garantiscano seri ed ampi confronti con tutti i soggetti istituzionali, associativi e professionali coinvolti, comprese le rappresentanze femminili, le associazioni familiari e le figure di garanzia per i minori, al fine di sospendere l’attuale iter di approvazione;

3. verificare i dati di dettaglio circa la situazione ed i bisogni delle famiglie e degli individui all’ esito di procedimenti di separazione, in collaborazione con gli enti interessati e i soggetti competenti sul tema.

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4. Pertanto, a chiedere il ritiro del DDL Pillon e DDL associati, dalla Commissione Giustizia del Senato".

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