prevenire le alluvioni e scongiurare il rischio di siccità nei mesi estivi

Da Amo Colorno arriva l'invito a proseguire con lo sviluppo delle esondazioni controllate.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

In merito all’incontro che si è svolto poco tempo fa presso lo Ster di Mantova, il segretario dell’autorità di bacino del fiume Po, Dott. Meuccio Berselli, ha affermato che “non esiste la tracimazione controllata nel fiume po, e il tratto di rigurgito di foce secchia è il Po”. Tali dichiarazioni sembrano aver chiuso definitivamente ogni possibilità di sperimentazione sul tema, e sembra escludano la presenza di luoghi da utilizzare per le tracimazioni delle acque. Senza nulla togliere alle dichiarazioni del segretario Berselli, vogliamo ricordare un suo datato articolo di stampa, in cui parlava della necessità di “Pulire alvei e golene e individuare zone per le tracimazioni controllate”. Siamo assolutamente d'accordo con queste dichiarazioni espresse non a caso da uno dei massimi esponenti della gestione fluviale. Se non mettiamo in dubbio la possibilità di scolmare l’acqua direttamente dal fiume Po, riteniamo assolutamente necessario proseguire con la sperimentazione delle esondazioni controllate sui torrenti a partire già da monte. L’idea è che ogni territorio dovrebbe riuscire a trattenere le proprie acque. Ciò che sarebbe davvero necessario e fattibile ai fini in primis della tutela idrogeologica, sono le “esondazioni controllate” che permetterebbero a mezzo canali scolmatori di portare parte dell’acqua di un torrente (non quindi realizzati direttamente sul Po) verso aree non o poco antropizzate. L’obbiettivo è quello di abbassare la quantità d’acqua presente e non farla quindi tracimare dagli argini ma di convogliarla verso laghetti ad uso irriguo. Diviene essenziale tale sistema di difesa idraulico, poco impattante a livello ambientale e ottimo per conservare acqua per i periodi di magra come quello che stiamo vivendo in questo periodo. E’ fondamentale ricordare che i canali scolmatori possono avere lunghezze da pochi metri a qualche chilometro e che quindi si può scegliere dove convogliare l’acqua. Proprio dal mantovano è partita la discussione sui luoghi da utilizzare per tale scopo. I luoghi in cui l’acqua arriva convogliata tramite scolmatori non possono essere categorizzati come di “serie A” o di “serie B”, anzi crediamo fermamente che i territori più ricchi di acqua diventano più appetibili e valorizzati. E’ anche giusto e doveroso ricordare che non è possibile costruire dappertutto. Anche la natura ha diritto ai propri luoghi dove crescere e diventare habitat per molte specie animali. Per fare questo in totale sicurezza ovviamente occorrono controlli costanti ed un progetto. Progetto tuttavia decisamente molto meno esoso delle casse di espansione che non conservano l’acqua, ma la lasciano comunque svanire verso il mare. Ritenute giustamente insufficienti anche dal Dott. Berselli in diverse pubbliche uscite. In un periodo di grande siccità è necessario riuscire a trattenere l’acqua, perché non è possibile finire sott’acqua d’inverno e ritrovarsi ad utilizzare le autobotti d’estate. Speriamo vivamente che Adbo ed Aipo vogliano andare avanti nello sviluppare questo importante progetto che a suo tempo anche l’esimio e competente dott. Berselli “spalleggiava”. Solo una rete interconnessa di canali scolmatori dirottati verso laghetti irrigui di moderate dimensioni può alleviare gli enormi disagi di tutti i territori ad alto rischio alluvione. Il coordinamento del gruppo AMO - COLORNO

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