L'Università di Parma continua a crescere: 6.484 iscritti al primo anno, + 4,2%

263 matricole in più del 2017-2018: prosegue il trend positivo avviato nel 2015-16

 Ancora una crescita per l’Università di Parma: i dati delle iscrizioni al primo anno per il 2018-2019 mostrano che prosegue il trend avviato nel 2015-2016 e confermato negli anni successivi. L’incremento rispetto all’anno scorso è del +4,2%: 6.484 gli iscritti complessivi al primo anno (dati al 30 novembre 2018) contro i 6.221 dell’anno accademico 2017-2018, con una crescita assoluta di 263 matricole.

I dati sono stati presentati questa mattina al ParmaUniverCity Info-Point dal Rettore Paolo Andrei e dalla Pro Rettrice a Didattica e Servizi agli Studenti Sara Rainieri, che hanno sottolineato il valore della continuità della crescita.

Dipartimenti: la crescita maggiore è di Scienze Medico-Veterinarie
Il Dipartimento che per numero di iscritti al primo anno aumenta di più in valore percentuale è il Dipartimento Scienze Medico-Veterinarie, che per certi versi “compensa” la flessione che l’aveva caratterizzato lo scorso anno facendo registrare un ottimo +38,64%. Incremento a due cifre anche per il Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale (+15,87%). In flessione, invece, il Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche (-13,82%) e il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali (-6,04%), entrambi cresciuti lo scorso anno.
Tra i corsi, aumenti rilevanti di matricole per Scienze della natura e dell’ambiente (da 64 a 143 matricole), Civiltà e lingue straniere moderne (da 338 a 400) e Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali (da 135 a 194).

Provenienze: crescono l’Emilia Romagna e il Nord Italia
Se resta pressoché invariato il peso relativo della provincia di Parma (31,7% nel 2017-2018 contro il 32% di quest’anno) crescono quelli dell’Emilia Romagna (dal 52,3% del 2017-2018 al 54,3% di quest’anno:+2%), e del Nord Italia (24,6% quest’anno contro il 23,3% del 2017-2018: +1,3%). Aumentano in particolare gli studenti provenienti dalla Lombardia (dal 16,7% al 18,1%: +1,4%) e dal Veneto (dall’1,9% al 2,5%: +0,6%). In lieve flessione invece il Centro-Sud, che passa dal 16,3% del 2017-2018 al 14,4% del 2018-2019, e le isole: dal 6,9% al 5,8%.

Genere: le donne sono il 58%
L’Università di Parma attrae le studentesse, che tra gli iscritti al primo anno “battono” gli studenti 58% a 42%. Tra i Dipartimenti più “gettonati” dalle ragazze, a livello percentuale, superano il 70% di iscritte al primo anno il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC (79%), il Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie (75%) e il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali (73%). Resta invece largamente preponderante la componente maschile ai Dipartimenti di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche (77% di studenti iscritti al primo anno) e di Ingegneria e Architettura (76%).
Il Dipartimento in cui, tra gli iscritti al primo anno, la presenza maschile e quella femminile sono più bilanciate è quello di Scienze Economiche e Aziendali: studenti al 52%, studentesse al 48%.

Inclusione: Parma resta punto di riferimento
L’Università di Parma, con il servizio Le Eli-Che, si conferma punto di riferimento importante per gli studenti appartenenti a fasce deboli, per i quali è attivo da anni un servizio che è fiore all’occhiello dell’Ateneo con specifiche strutture di affiancamento e accoglienza. I numeri 2018-2019 parlano di 199 iscritti.

Lauree magistrali: i dati a primavera
I dati diffusi oggi sono ancora parziali, poiché le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale (+2) non sono ancora tutte chiuse. Le cifre complessive degli iscritti al primo anno (compresi quelli delle lauree magistrali) saranno disponibili nella primavera 2019.

Commento del Rettore Paolo Andrei
«L’Università di Parma conferma la sua capacità di attrazione, e questo ci conforta molto. Vedere che giovani provenienti da tutta Italia continuano a scegliere il nostro Ateneo è un dato che, oltre a farci piacere, ci deve responsabilizzare sempre più, perché ogni studente possa sentirsi al centro della nostra azione e possa vivere in Ateneo un proprio arricchente percorso personale. Crediamo che questi riscontri siano di grande soddisfazione per tutte le persone che quotidianamente lavorano nell’Università e per l’Università, e che siano un riconoscimento alla qualità della nostra offerta: in primo luogo naturalmente dell’offerta didattica, che ogni anno potenziamo per essere sempre più al passo con i tempi, ma anche dell’offerta complessiva dell’Università di Parma»

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