Boys, lettera ai presidenti: "O con noi o contro di noi. Il tempo è finito"

E' stato calcolato che nelle prime otto giornate di campionato ben il 54% dei posti disponibili negli stadi italiani è rimasto vuoto, con un calo spettatori rispetto agli anni precedenti di ben il 20%

"Cari Presidenti,
come era bello il calcio di una volta!
A costo di sembrare noiosi, nostalgici, illusi e retrogradi non possiamo che affermarlo con sempre maggior certezza. Era bello perché si era liberi, di tifare, di seguire la squadra ovunque, di esprimere un’opinione anche se scomoda. Era bello perché c’era un’ansia positiva durante la settimana in attesa di essere li su quei gradoni che per noi, come per tanti altri in tutta Italia, sono una seconda casa. Era bello vedere calciatori attaccati alla maglia, presidenti armati di vera passione, rispettosi dei propri sostenitori.

Adesso? Be adesso il quadro è, per usare un eufemismo, desolante. Le Società di calcio sono capaci di alzare la voce, di prendere di petto le situazioni, solo quando si parla di diritti televisivi. Presidenti, Lega e FIGC si scannano solo quando di mezzo ci sono quattrini, che sicuramente ricoprono una voce importante nel bilancio, ma che altrettanto sicuramente poco hanno a che fare con quella passione che ci ha fatto amare questo (che era uno) sport. Le televisioni, i soldi, non vi applaudono e non vi sostengono!

Nessuno mai che prenda una posizione netta e decisa quando a migliaia di cittadini italiani viene impedito ogni settimana di spostarsi liberamente per seguire la propria squadra, in nome di una sicurezza in cui nessuno crede più. Non vi preoccupate nemmeno di vedere stadi sempre più vuoti, muti e privi di colore. E’ stato calcolato che nelle prime otto giornate di campionato ben il 54% dei posti disponibili negli stadi italiani è rimasto vuoto, con un calo spettatori rispetto agli anni precedenti di ben il 20%. E questo nonostante quello che ci propina il nostro “caro” Maroni secondo cui gli spettatori aumentano (basta andare una sola volta allo stadio per appurare il contrario), la violenza diminuisce (e grazie, vietando trasferte, chiudendo i settori, diminuendo gli spettatori) e la presenza delle famiglie è in aumento (magari a pranzo, pagando un biglietto chissà quanto).

No per questo non vi indignate! Anzi a dire la verità qualche flebile voce si ode ogni tanto nel deserto, salvo poi essere messa a tacere o fare marcia indietro non appena qualcuno che siede più in alto appare irritato o offeso. Ma se siete veramente contrari all’assurdità della Tessera del Tifoso, dei divieti e di tutte le altre machiavelliche trovate prodotte nel corso degli anni ditelo a tutti!! Fatelo sapere in modo convinto e deciso!!! Difendete una buona volta l’unico vero patrimonio che una Società di calcio si porta appresso.

Difendete chi ama veramente e in modo disinteressato la “vostra” squadra e lo dimostra coi fatti. E se cercano di zittirvi o peggio vi minacciano non lasciate passare tutto sotto silenzio, non siate così pavidi. Se invece di noi non ve ne frega assolutamente niente, almeno fateci il piacere di non prenderci in giro e di non appellarvi ai tifosi solo nel momento del bisogno.
O con noi o contro di noi, il tempo dell’ambiguità è finito".

Dalla parte del tifo,

Boys Parma 1977

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