Bruno Alves apre: "Sì alla riduzione degli ingaggi, ma a certe condizioni"

Il portoghese a Bola Branca: "Non possono ridurre i salari ai giocatori e lasciare intatti, cibo, affitti, tasse. Dobbiamo applicare le regole in generale. Deve esserci giustizia"

Bruno Alves - foto Ansa

Mentre il calcio ragiona su come uscire da questa crisi epocale riuscendo a limitare i danni, si allontana l’ipotesi di ricominciare anche solo ad allenarsi in un clima in cui la salute delle persone è prioritaria rispetto alle altre questioni. Il momento è delicato, il rischio che le cose restino in sospeso, campionato compreso, va calcolato. I club stanno studiando un sistema per contenere le perdite che – comunque vada – ci saranno. Dai 170 milioni ai 740 milioni di danno sistemico che impatterà in maniera importante anche per quanto riguarda il futuro. Per una volta Sport e Governo dovrebbero giocare sullo stesso tavolo. La possibile sospensione (o taglio) degli stipendi nel periodo di inattività dei calciatori è una delle ultime proposte condivise dalle società. Bisogna che l’AIC, come sindacato di categoria, sia d’accordo. Ancora no, a sentire Tommasi, il presidente dell’Asso Caclaitori: “Tagliare gli stipendi non è una priorità è l’ultimo dei problemi - ha detto il presidente di AIC -". Le parti stanno lavorando nell’attesa che le situazioni vengano definite. Il mancato pagamento dei salari di marzo, aprile e maggio e la riduzione del 30% degli stipendi dei giocatori sono proposte sul tavolo delle parti in causa.

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Non so se il campionato finirà, credo di si. Speriamo che questa situazione di pandemia inizi a ridursi in modo che ci sia una previsione di quando il calcio riprenderà”. Bruno Alves, il capitano del Parma non ha chiuso al taglio dell’ingaggio o alla sospensione, in caso il torneo venga interrotto.Se questa situazione si risolve al più presto possibile e le cose tornano alla normalità il campionato finirà. Non sono io a prendere le decisioni e ci deve essere buon senso. Questi problemi di riduzione dei salari sono temi molto delicati. Se non finisco il campionato sono d'accordo con un adeguamento – ha dichiarato Bruno Alves a Bola Branca -. Ma penso che se ci sono tagli agli stipendi perché non possiamo giocare, dovranno essere modificate le regole per tutto ciò che ci circonda. Non possono ridurre i salari ai giocatori e lasciare intatti, cibo, affitti, tasse. Dobbiamo applicare le regole in generale. Deve esserci giustizia. I giocatori di calcio fanno parte della società ed è così che deve funzionare. Se tutto viene risolto e il campionato continua, penso che non ci dovrebbero essere riduzioni. Se il campionato non continua e decidono di ridurre i salari, dovranno ridurre tutto ciò che ci circonda perché le bollette da pagare - ha dichiarato Bruno Alves riferendosi ai giocatori di tutte le categorie, soprattutto quelle inferiori - sono le stesse. L’importante adesso è preservare la nostra salute".

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