Crespo sfida l'Inter: "Non firmo di certo per il pareggio. Se segno esulto"

In vista della gara contro i nerazzurri, l'attaccante argentino parla del suo momento, della squadra e degli avversari: "Non dobbiamo credere di affrontare un gruppo in difficoltà. Si tratta di una grande che bisogna rispettare"

Quella contro l’Inter non è mai una partita normale, come le altre, vuoi perché giochi a S. Siro, vuoi perché di fronte hai una società storica, Internazionale. Da lì ci sono passati molti giocatori. Hernan Crespo però non è uno dei tanti. Per anni simbolo dei nerazzurri, l’attaccante argentino non nasconde l’emozione forte: “Non è sicuramente una sfida qualunque, anche perché con la maglia del Parma non mi è mai capitato di affrontarla. Sono stato due volte a Milano, sponda nerazzurra, ma la seconda volta è stata la più bella.

Ricordo - dice Crespo – il primo scudetto dell’era Moratti sul campo, quello festeggiato a Siena, a cui poi sono seguiti altri due. Stagioni in cui si è vinto tanto, ma anche periodi difficili, dove eravamo costretti ad inseguire una Juventus forte, nella mia prima esperienza. Conservo un ottimo rapporto con la società, con i tifosi, con gli ex compagni. Tutto molto emozionante”.

Questione di sentimenti, di cuore, ma “purtroppo” anche di lavoro. La sfida di domenica delle 12:30 è importante per tutte e due le squadre; serve all’Inter per dimostrare di essere uscita da questo momento difficile, serve al Parma per confermare i progressi fatti nelle ultime setimane e per continuare, come dice Marino, a battere “finché il ferro è caldo”.

“Non dobbiamo assolutamente pensare di affrontare una squadra in difficoltà - dice Crespo – affrontiamo l’Inter. Questo deve essere uno stimolo per noi, deve spingerci a fare bene. Misurarmi con avversari di questo tipo serve per capire dove puoi arrivare, in che condizione sei. Hanno problemi? Si, sicuramente non sono la super squadra dello scorso anno, ma restano pur sempre la storia del calcio. È una tra le squadre più forti in assoluto, non bisogna dimenticarlo. Hanno grandi giocatori in ogni reparto.

Affrontare una difesa come quella dell’Inter - continua – non è semplice. Castellazzi, Cordoba, Lucio, Materazzi, Zanetti, non sono sicuramente avversari qualunque. Se segno esulto? Certo, perché no. Con moderazione, senza fare gesti eclatanti, ma esulto. Esultare per me significa gioire per aver fatto un qualcosa di difficile. Anche questo è rispetto per gli avversari”.

Crespo riconosce che quella di domenica non sarà la migliore Inter, vista anche l’assenza di Eto’o (squalificato per tre turni dal giudice sportivo per la testata a Cesar ndr) e cerca di osare, “andare lì a fare la nostra partita, a fare il nostro gioco, senza timore. Non firmo per il pari, non è nelle mie caratteristiche. Si gioca per vincere, poi dipende da come va la partita. Domenica, ad esempio,  abbiamo esultato per il punto conquistato, la Lazio ha giocato meglio nel secondo tempo”.

A S. Siro quindi a caccia di punti e, perché no? – di gol. “Intanto spero di giocare, li decide il mister”. A proposito di reti, Crespo domenica ha segnato la duecentesima/duecentunesima rete della sua carriera. “Quella più importante? Ricordo con piacere i gol segnati nelle finali, Coppa Uefa, Champions League, a prescindere dal risultato. Arrivare lì è qualcosa di importante, un traguardo per un calciatore. Nel Parma la mia rete più importante è quella del pareggio, 1-1 contro la Juventus. Penso che quel gol resti nell’immaginario dei nostri tifosi”.

Quando si parla di lui, con l’umiltà che lo contraddistingue, dice: “Questa mia seconda avventura a Parma è qualcosa di strano. Non mi so spiegare cosa provo, ma quello che è certo è che non mi sento solo un calciatore, forse per l’età, ma vivo quest’esperienza a 360°. Sono contento quando i ragazzi crescono e fanno bene da noi”.

Tifoso principe dei colori gialloblu, Crespo si sofferma sul periodo poco facile delle scorse settimane. “Meno male che ho parlato, a qualcosa servo allora - ride. Spero sia stato solo un caso, altrimenti mi tocca parlare ogni settimana. A parte gli scherzi qualcosa è cambiato, ora si va avanti, con la forza dell’unione”.

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