D'Aversa chiama Inglese ... e lo aspetta a Parma

Frequenti i contatti telefonici tra il tecnico e l'attaccante che avrebbe dato la sua disponibilità a un eventuale ritorno

Roberto Inglese - foto Ansa

Una telefonata allunga la vita, diceva un vecchio spot. Evidentemente più telefonate riducono le distanze tra due persone. L’intento dovrebbe essere questo, almeno. E qui lo spot non c’entra perché normalmente, per ridurre le distanze anche ora che il mondo con i social si è ristretto, si ricorre al telefono. 

Due persone per riavvicinarsi si devono sentire spesso, sondano il terreno circostante ogni giorno. E in questo caso ci sono due persone che si cercano. Uno si chiama Roberto, se ne sta a Pescara e passa ore a studiare calcio. E aspetta. L’altro pure si chiama Roberto e come l’altro si trova in vacanza. E come l’altro aspetta. Aspetta di sapere che fine farà da qui al 2 settembre, giorno ultimo deputato ai trasferimenti. 

D’Aversa e Inglese, accomunati da uno stesso destino, quello di attendere, hanno in comune anche la voglia di combattere. Non è ancora chiaro se si ritroveranno anche quest’anno. È presto per saperlo, ma intanto si cercano. Un’estate passata al telefono, contatti continui tra i due per cercare di capire cosa succederà nei prossimi due mesi, fino a quando chiuderà la finestra del calciomercato. Ormai l’intento è chiaro: i due vorrebbero trovarsi sotto lo stesso stemma e lottare per difenderlo.

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D’Aversa aspetta Inglese, gli telefona per convincerlo a temporeggiare, pubblicamente lo elogia dicendo che l’attaccante perfetto per il suo gioco è proprio lui. Inglese ascolta D’Aversa e spera anche lui di ritrovarlo, di potersi sistemare e togliersi di dosso l’etichetta di giocatore incompiuto, o valido solo per piazze che ambiscono massimo alla metà classifica. Il Parma deve salvarsi, con lui secondo D’Aversa c’è più possibilità che con ogni altro. Il tecnico ha scelto lui come centravanti, tocca a Faggiano sbrogliare una matassa di 25 milioni di euro.

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