Dal capolavoro Inglese, al colpo Karamoh: l'estate calda di Faggiano

Il direttore sportivo autentico mattatore: la proprietà alle spalle è solida, D'Aversa ride e, aspettando Pezzella, ha in mano la squadra con due alternative per ruolo

Daniele Faggiano con Roberto D'Aversa - foto Parmacalcio1913.com

L’attivismo del Parma sul mercato è sorprendente. Chissà se ha sorpreso anche Roberto D’Aversa. Il tecnico è stato il primo a incontrare la proprietà per allungare il contratto (e ritoccarlo) e avere rassicurazioni sul piano triennale, memore degli stenti (affrontati e superati in maniera brillante) di  un girone di ritorno condotto tra mille difficoltà. A salvezza archiviata, il tecnico del Parma aveva fissato i paletti, non tanto elencando nomi, quanto nelle richieste rassicuranti per viversela più tranquillamente.

Dopo di che il piano d’azione avrebbe previsto il coinvolgimento di un braccio armato: ed è così che le strategie di Daniele Faggiano hanno preso piede e si sono fatte largo in uno dei sentieri più difficili da attraversare. Quello del mercato è sicuramente un cammino angusto, pieno di trappole, dove non ci sono ‘amici’. Le insidie sono nascoste, i pensieri si arrampicano uno sull’altro e spesso diventano ingovernabili se non si ha l’appoggio completo (come è successo in questi anni al Parma), di una proprietà che garantisce presenza e non interferisce sul piano sportivo, sostiene nei limiti del possibile ed è contro le folli spese.

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Quest’ultimo punto si sposa bene con la parsimonia del direttore sportivo, al quale il Parma ha affidato questo piano di consolidamento triennale e che al 31 luglio ha già consegnato al suo allenatore una squadra completa, almeno nei giocatori battezzati titolari. Il volere di D’Aversa è stato esaudito: quello di avere due giocatori per ruolo, due potenziali titolari in ogni zona di campo. Bene, Faggiano si è speso, ha ricamato e tessuto tele poi scucite prima di essere messe a punto realizzando i sogni di tifosi e tecnico soprattutto. Spicca il capolavoro Inglese all’orizzonte: si alza imperioso e campeggia sullo sfondo di una campagna acquisti che si appresta a vivere l’ultimo mese in maniera più spensierata. Perché il più è fatto e a oggi c’è solo da limare qualche dettaglio.

Le spese folli, come voleva la società, non ci sono state, ma di contro sono arrivati giocatori di un certo livello (Karamoh, ad esempio), con Faggiano che ha dimostrato di avere anche i radar puntati sul mercato estero (Bruno Alves prima, Gervinho, Kucka, Hernani oggi), oltre a rivolgere l’attenzione ai giovani (Kulusevski su indicazione di D’Aversa) e i cosiddetti colpi a ‘costo zero’ (Dermaku, bella scoperta).

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Ha consegnato la spina dorsale della squadra al suo allenatore mediante un’opera fine di cesello, che durava da tempo (Sepe, Grassi, Inglese), ha patrimonializzato esaudendo uno degli obiettivi della società e ha dispensato gli obblighi rateizzando gli esborsi. Certo, le cifre per le quali si è impegnato nei prossimi anni sono cifre sostenute (una cinquantina di milioni), ma qual è quella società che ha comprato garantendo cash? La Juventus, club più ricco del calcio italiano, per De Ligt si è impegnata per i prossimi 5 anni. E allora: con un mese di mercato davanti, il Parma può tranquillamente vivere per piazzare gli esuberi e continuare un lavoro di scouting e di cesello che presenti a D’Aversa una squadra competitiva. Che intanto, con l’arrivo di Brugman e l’atteso Pezzella, è ormai completa.

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